per anni ho temuto di far fare brutte figure agli altri

per dirla come la direbbe Lei “di essere inadatta alle situazioni e alle aspettative”. un po’ per come parlo, un po’ per come mi vesto, un po’ per come mi muovo, un po’ per quello che penso. del resto è quello che mi è sempre stato criticato.
mai come in questi giorni ho capito che non sono i vestiti a rendere le persone più sveglie nel comprendere le situazioni e che non è la loro capacità in una o in un’altra attività a rendere migliore il rapporto che hanno con gli altri.
né tanto meno il loro conto corrente, né tanto meno la casa in cui vivono.
ancora di meno l’abilità nel mangiare la mela con le posate rende una persona più rispettabile di un’altra.
e ancora meno la posizione di potere che si ricopre denota più o meno intelligenza.
se si è deboli, si è deboli. nonostante uno stipendio netto di 100k euro all’anno, la macchina che si guida o il regalo di san valentino che si fa alla fidanzata.
se si ha una buona percezione di sé, si è sufficientemente in grado di capire quando tacere e quando parlare.
e lo si può fare anche meglio, forse, se si indossa un finto tailleur maxmara e si servono birre in un pub per arrotondare lo stipendio.

3 Risposte a “per anni ho temuto di far fare brutte figure agli altri”

  1. ma chi sono quegli incivili che mangiano la mela con le posate? come fanno a godere del piacere di sentire lo “strock” della prima addentata?

  2. [...] reitero il fatto che se la gente prima di fare qualsiasi cosa ci pensasse un attimo, ecco, magari sarebbe cosa buona e giusta. [...]

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