del recupero

una delle cose collaterali che preferisco del lavoro che faccio, e del dove lo faccio, è il recupero delle vecchie riviste.
inizialmente lo facevo proprio di mia sponte, ficcandomi dentro ai cestoni del riciclo della carta e ripescando a piene mani i numeri vecchi delle riviste aziendali e di quelle della concorrenza, adesso i colleghi della redazione e quelli del vicinato hanno capito e me li portano direttamente qui alla scrivania i giornali che buttano via. e così attorno alla mia scrivania sono cresciute almeno 6 pile di riviste di tutti i tipi che aspettano di essere portate a casa, dove con molta pazienza le riguardo, tengo le rece dei libri, le foto adv delle scarpe che mi piacciono, gli articoli che mi incuriosiscono. li classifico e li tengo via in un raccoglitore che prima o poi verrà riaperto e risezionato, fino a salvare proprio due o tre cose.
quando ero all’università e studiavo sociologia la cosa che preferivo era lo studio delle pratiche sociali nelle culture non occidentali (anche in quelle occidentali, ma quelle un po’ di meno): rileggendo un reportage dall’india di alessandro gilioli su un espresso di quasi un anno fa (22 febbraio 2007), oggi mi è venuta la stessa gustosissima sensazione che noi come singoli non sapremo mai tutto di tutto, ma solo poco di poco e che il resto ce lo spiegheranno gli altri.

3 Risposte to “del recupero”

  1. catepol Dice:

    auro cara…buon 2008 innanzitutto…bellissima immagine: il resto ce lo spiegheranno gli altri! Io sostengo che è davvero così. Non possiamo davvero sapere tutto da soli. un abbraccio

  2. ubu Dice:

    Guarda che a forza di accumulare riviste ti crolla il pavimento! Oh, e buon anno anche a lei, eh?

  3. tengi Dice:

    davvero lodevole…
    a presto
    Buon Anno
    Tengi

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