anche qui può arrivare l’odore del mare a prendermi

come una scema è tutto il giorno che ascolto la versione unplugged di “milano” di britti: la canzone con l’intro più lunga della storia.
ricordo che una notte alessio mentre io mi rintanavo sulla sponda del suo letto, aveva preso la chitarra e aveva suonato, raccontandomi di quanto fosse bravo britti a suonare.
erano i tempi in cui era uscito “la vasca” e quindi pensare che potesse essere un ottimo chitarrista blues era molto difficile.
ale stava strimpellando la bionda stratocaster che aveva appena comprato. io ero nuda e probabilmente un po’ depressa. forse avevo temporaneamente smesso di fumare. forse demo stava fra le pieghe del piumone con noi.
adesso ascoltando quell’intro infinita mi tornano in mente quegli attimi che sembravano eterni, quelle rare serate in cui ale suonava per me non accorgendosene, non accorgendomi.
e scrollo le spalle, e scrollo via tutto. incurante.

e se avrò bisogno di dimenticare prenderò per mano l’ansia e anche la rabbia
le accompagnerò per un aperitivo al bar e al punto giusto le abbandono tra la nebbia

(vale, il titolo è per te, ovvio. no?)

4 Risposte a “anche qui può arrivare l’odore del mare a prendermi”

  1. Si.
    Ti prende e ti porta via.

  2. [...] In questo post l’autore vuol ricordare come nessun ostacolo e’ riuscito a impedirle di seguire l’odore del mare. [...]

  3. una canzone che è un peccato. che britti, parlandone da vivo, è bravo davvero. non scrivesse testi di una banalità sconcertante.

  4. “…e scrollo le spalle, e scrollo via tutto. incurante.”
    Ciao… Senza sapere come (google c’entra sicuramente qualcosa) mi sono imbattuto nel link al tuo sito, ed il fatto che parlassi di quella canzone mi ci ha fatto soffermare.
    Alla fine, la cosa che più mi ha colpito (e che più mi rimane) è stata la tua ultima frase…
    Perdonami se ho violato la tua privacy.
    Alberto

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