illuminazione

ho capito cosa mi attrae verso un luogo che so di non potermi permettere.
mi attrae il fatto che sta sulla carta geografica in un altro punto, ma ha le sue stesse fattezze.
mi attrae che non me lo posso permettere e quindi devo lottare per farlo mio e poi appena sarà a portata di mano, dovrò costringermi a negarmelo.
mi attrae che conosco perfettamente quel luogo, pregi e difetti, e la sensazione di poterlo visitare senza bisogno di mappe mi fa sentire dio.

stamattina mi sono seduta al tavolo per fare colazione e ho rivissuto un momento preciso della mia vita. io che tenevo la sua mano destra con la mia sinistra, girellando con il pollice sul suo palmo e accarezzandogli le dita. era buio intorno a noi. lo era anche fra di noi, eppure sono certa che quella sera, in quel teatro, la luce c’era e tratteggiava le parole “mio” e “tua” nell’aria, come il mio pollice stava facendo sul suo palmo.
poi la luce si è spenta, morta di un’eutanasia lenta e maniacale, spenta. e brancolare nel buio diventa una sicurezza, quando hai imparato a farlo.

ma non parlo di te, io parlo d’altro, il gioco era mio, lucido e scaltro…
io parlo di me, di me che ho goduto, di me che ho amato e che ho perduto…
e trovo niente da dire o da fare però tra noi si trattava d’amore…
(paolo conte, gioco d’azzardo)

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Una Risposta to “illuminazione”

  1. estremamente bello e personale.
    bellissime parole e bellissima capacità descrittiva.
    :-)

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