ruote silenziose

metti una sera, una bici, milano e un passaggio a livello.
Auro affronta la sua prima notte a milano in bici fissa con ben poca nonchalance. almeno all’inizio. prima fa un po’ di capricci, poi si decide e pedala.
così scopre che il pavé fa paura, ma non più del solito, che la bici fissa fa quello che vuole Auro e non quello che decide la bici di sua sponte (a differenza di nasti che vive di vita propria) e che una bici silenziosa è una cosa bellissima. issima.
e scopre che può anche accelerare, che si diverte moltissimo e che rallentare non è poi così difficile. improbabile, forse, ma non difficile.
quando al ritorno passa in piazza cadorna non l’ha mai attraversata con più leggerezza. mai.
adesso la rossa torna a roma (grazie per la pazienza e per il trasporto, per il fidarsi di un casellante mai visto prima se non in foto e su un blog) e a me rimane un buco nel cuore, che io una bici rossa non l’ho mai avuta e che io una fissa l’ho sempre voluta.
ma – come sempre – non so chiedere.

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8 Risposte to “ruote silenziose”

  1. qualcosa non mi torna… torna a roma? da sola? Un fenomeno ‘sta rossa

  2. no, torna a roma con l’ingegnere delle lucine. campo de’ fiori l’aspetta. e capisci tu (più di me) che non è sciocca sta rossa a preferire campo de’ fiori a baggio ;-)

  3. Improbabile, appunto. :-)

  4. Sarà che essere volato per terra in mezzo ad una rotonda per non essere schiacciato da solito automobilista che sa solo scusarsi… non ho colto bene cosa sia “la fissa” magari saprò desiderarla anche io un giorno

  5. credo che ciotola possa testimoniare senza problemi che ci ho messo un buon quarto d’ora a convincermi che non era poi così malaccio come idea e che possa anche raccontare la mia faccia quando mi sono trovata in preferenziale (in discesa) con l’autobus dietro…
    sono stata investita due volte mentre pedalavo, una volta ho investito un motorino, bestemmio ogni giorno contro gli automobilisti, ma in assoluto la fissa è una cosa che volevo provare in città, una sfida che volevo giocare, un amore difficile, un amante perfetta ma imperfetta, il silenzio che non puoi non sentire urlare.
    ma mi rendo conto che a raccontarla non ci si riesce e che deve essere amore. amore vero.

  6. rotafixa Says:

    alcuni appunti:
    – se qualcuno va in giro così, è evidente che sia possibile. stabilire quindi l’improbabilità di un rallentamento/arrsto del mezzo, partendo da presunzioni, è anche un’offesa a chi lo fa quotidianamente e da anni. vi pregherei di rifletterci. si dice “non lo so fare”, non “non si può fare”: un problema prettamente italiano, che va risolto al più presto anche per migliorare gli altri aspetti del nostro passaggio qui.

    – questo tipo di bici è assolutamente sensuale e coinvolgente. non amore, ma passione erotica. sapete, la differenza che passa tra la quiete serena e un sereno terremoto interiore. dice bene la pupa: silenzio che urla, con una voce angelica e tremenda.

    – si tratta di una bici. la più vicina all’idea stessa di bici. quella che disegnerebbe un bambino ma che viene portata da adulti.

  7. “sereno terremoto interiore” è una degli ossimori più belli che io abbia mai sentito.
    ;-)

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