ballare, scommettere, la paura e l’altrove

sono in piedi su un tavolino dell’ikea. ho tolto le scarpe. credo di stare ascoltando “vola” della cuccarini. io ballo. io non ballo quasi mai, se non in situazioni per lo più sconfortanti dove niente mi interessa e quindi ballo che almeno smaltisco l’insalata con la mozzarella. stasera a parte una manciata di persone non mi interessa vedere nessuno. il posto è veramente inquietante e caro: visto che l’acqua costa come gli alcolici, ho preso un mojito. non vedo perché pagare 10 euro per una bottiglietta di acqua naturale. non ho intenzione di strusciarmi contro qualcuno per farmi pagare la seconda consumazione. scissor sisters, mika, un po’ del vacanziero mood gipsy. non me ne frega un cazzo. sono senza scarpe, strappo il pezzo di jeans che avanza e ho rotto e ballo.
arrivano claudio, che praticamente non vedo da quando un tir non ci sbattuto la nostra vita in faccia, l’altro claudio, che dopo meno di 10 minuti ha già il numero di telefono di due tipe (e io penso che no, non me lo sono mai scopato… e c’è un motivo, beh, diciamo almeno due…), matteo va via dopo avermi detto che un nostro carteceo va male e io penso che non me ne frega un cazzo, ma sul serio, mentre a lui gliene frega pure troppo, ma sul serio. valerio è ubriaco. giulio è un po’ invasivo. mà non ha le tette in vista (forse roma l’ha aiutata, anche se continua a sentire l’iPod mentre la gente attorno a lei parla e mi pare un po’ da psicosi, ma magari sbaglio io), roberta è bellissima, anna è la neo25enne più figa del mondo, luigi non ci crede nemmeno, daniele e chiara si spalmano saliva e metri di lingua nei rispettivi orecchi… giustamente, come ogni nuova coppia. mauro scatta foto divertentissime.
io ricevo un sms che dice che a positano la luna è piena. mi rimetto le scarpe e andiamo a mangiare a un baracchino. a un baracchino io non mangio da almeno 7 o 8 anni.
nel frattempo in venti mi hanno chiesto che faccio nelle ferie e io non so manco più che rispondere. e mi dico che devo comprare i biglietti per parigi. anche se non ho proprio voglia di andarci e che forse preferirei andare altrove, anche se so che è solo che sono molto stanca e che poi sarà bellissimo.
ma io ora ho solo voglia di dormire. tanto, e bene. con il profumo di mare nel naso. e il sole che entra dalla finestra.
mentre aspetto fede e vale, penso che la paura è una brutta bestia. che mi ha fottuto un sacco di volte e che adesso quell’altrui mi sta fottendo per l’ennesima volta, ma almeno a roma la prossima volta mangerò a spese altrui. e che io odio fare paura alle persone.
quindi dicevano, panino al baracchino, in porta ludovica. poi finalmente casa.
poi, poi l’epifania: due minuti prima di mettermi in macchina e tornare a casa, scopro che uno degli altri astanti è il creatore e animatore di pene e vagina. porco cazzo. dov’ero per tutta la sera io? sul tavolo a ballare. ah, ecco.

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