il senso del pudore

ci sono alcune cose che io non concepisco, e giuro che faccio molta fatica a superare il trauma di sentirmi, ogni volta che queste cose accadono, in linea con il karma.
fra queste cose enumero:
– l’evadere le tasse (anche nella sciocchezza di non emettere scontrino o fattura).
– la frode assicurativa (soprattutto se a carico di altri).
– lo sfruttare a scopo personale e in modo scorretto diritti conquistati con la lotta (ad esempio: il diritto di sciopero, il diritto alla maternità, il diritto al voto, eccetera).
la connivenza in caso di furto, soprattutto se a carico di deboli o di inconsapevoli.
sono una legalista di merda, ma a me il fare di coloro che sfruttano le occasioni che li dovrebbero vedere pagare oppure comportarsi in modo esattamente uguale a quello di tutti e invece fanno giochetti idioti dà ai nervi. trovo queste persone meschine, fastidiose e volgari, che difficilmente supporterei e sopporterei. è una questione di principio. e di educazione.

2 Risposte to “il senso del pudore”

  1. I metalmeccanici hanno finalmente rinnovato il contratto, 127 euro di aumento, spalmati in 3 anni. In questi tre anni, il potere di acquisto degli stipendi diminuirà molto di più, di questi 127 euro.
    Inutile nasconderlo, i nostri stipendi non valgono più nulla e il divario tra ricchi e poveri si allarga enormemente. Lo stipendio dei nostri genitori 20 anni fa, valeva il doppio del corrispondente odierno nostro. Secondo i dati forniti dall’Ires, il 10% delle famiglie più ricche, possiede il 45% della ricchezza totale.
    Dieci anni fa la benzina costava circa 1/3 di oggi. Gli indici dei prezzi sono aumentati enormemente negli anni, ma stipendi e salari, hanno subito solo piccoli ritocchi. Negli anni ’80 c’era la “soglia psicologica” dei 2 milioni di lire, il padre di famiglia che percepiva questo reddito, poteva permettersi di lavorare solo lui e tirare avanti un’intera famiglia. Oggi 1000 euro, faticano a bastare al “bamboccione” che vive ancora in cas(s)a con i suoi.
    Sono andato a sentire quanto costano le case, intenzionato a un acquisto. Casette a schiera, a San Piero in Bagno (non Roma centro…), tra i 300mila e i 400mila euro. Rustici, tra i 300mila e i 500mila euro, quelli normali, oltre un milione di euro quelli più belli. A San Piero…
    Come fa un giovane che magari ha un contratto precario (fortunatamente non è il mio caso, ma ce ne sono tanti) da 1000 euro al mese? Meglio comprarsi un tombino a San Rocco (nda il cimitero), un investimento sicuramente più lungimirante.
    Non so se le banche concedano mutui da estinguere in 150 anni, ma sarebbe l’unico modo per comprare una casa. Volete un esempio?
    Comprare una casa da 300mila euro (finiture da capitolato, ovvero un cesso), vi costerà la bellezza di circa 1600€ al mese per i prossimi 30 anni. Ciò significa che devi trovare un secondo lavoro sia per te che per tua moglie: lei a battere sulla statale e tu a fare rapine in banca… Così va l’economia italiana.
    Un impiegato-tipo (quello che prendo per esempio), ha uno stipendio di circa 1200€ al mese. E’ un ragazzo fortunato (come Jovanotti), ha un lavoro fisso: prende un appartamento in affitto e gli partono secchi 500€, circa altri 200€ di spese per le bollette, 300€ per il mangiare e acquisti vari al supermercato (mangia poco fortunatamente…), 200€ per vestiti, auto, imprevisti e tempo libero. Cosa metti da parte? Niente! Pensi al futuro? Si, col tombino…
    Fino a che i nostri politici non si faranno carico di questo problema, sempre più giovani se ne andranno dal nostro paese, sempre più disagio, sempre più tensioni sociali.
    La situazione è insostenibile, 127€ di aumento in tre anni sono nulla. In Germania, in Belgio, in Francia e in tutti gli altri paesi europei, gli stipendi sono nettamente superiori (persino in Grecia guadagnano di più! solo il Portogallo fa leggermente peggio di noi; tutti gli altri paesi europei, e dico tutti! hanno stipendi superiori ai nostri), con un costo della vita molto simile. Andate in Germania e guardate i loro prezzi. Poi guardate i loro stipendi.
    Non voglio fare il disfattista, ma se continueremo a regredire così, in futuro col gommone si partirà dall’Italia!

  2. Sottoscrivo e aggiungo: la mortificazione della meritocrazia

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