ma non parlo di te, io parlo d’altro

sono stata vittima di uno stalker, insospettabile fra l’altro: un ex fidanzato, professionista, benestante, intelligente e colto.
per mesi, e dico mesi – non due o tre settimane, ho ricevuto telefonate nel cuore della notte, mail, inviti, sguardi di sottecchi, giri incrociati di amici e conoscenti, commenti anonimi sul blog, ripicche, regali sullo zerbino di casa.
il giorno del mio compleanno ho trovato sul mio zerbino di casa un pacchetto regalo, un pacchetto con dentro un regalo che lui sapeva arrivare dove doveva arrivare. quando ho trovato il pacchetto, ho immaginato lui sul pianerottolo che da dietro la porta spiava la mia vita.
per mesi l’ho raccontato alle mie amiche e ai miei amici e nessuno fra loro mi ha mai detto “chiama la polizia”, ma chiunque ha sempre esclamato “oh, povera” oppure “non è che esageri?” oppure “magari lo fa perché ti vuole ancora bene e ha scoperto di amarti” oppure “meno male che non capita a me” (scordandosi la carità del suo dio).
l’unica persona che lo ha fatto – di mettermi in guardia – è stata la psicocazzica. e io non l’ho ascoltata, non l’ho ascoltata al punto di tornare con lui.
tornarci fino a quando non ho scoperto che lui aveva troppo potere (anche fisico) su di me e ignorava la mia presenza tanto da provarci con una mia amica, anche senza troppi problemi fra l’altro. dopo averlo lasciato mi sono subita altri mesi di telefonate mute, sms, mail e persecuzione che lui ha sempre – ovviamente – negato. e a cui ho sempre risposto con l’indifferenza.
con vergogna – ma anche assolvendomi – ammetto di aver sperato che morisse, di morte lenta e dolorosa, sperato che restasse solo, irrimediabilmente solo, solo come un cane, peggio di un cane.
ho ripreso i contatti tempo fa, dopo anni, un po’ per gioco un po’ per mettermi alla prova: avendo io una vita nuova, una vita ricca di cose e di opportunità, una vita fatta di persone che mi vogliono bene, forse non sono più debole come lui mi pensava e mi vorrebbe. adesso sono – per lui – una stupida fallita, ma almeno adesso mi lascia vivere.
gli uomini mi fanno paura, e sono certa che ci siano delle donne che fanno paura agli uomini: credo che ci siano dei giochi di potere che vanno oltre al “meglio perderlo che trovarlo” e che se si cade in questa trappola sia oggettivamente difficile distinguere cosa sia paranoia e cosa sia realtà oggettiva. anche perché nessuno crederà mai che qualcuno ti molesti psicologicamente e avrà sempre l’idea di te come di una persona ansiosa e debole, questo vale per le tue amiche, per i tuoi amici, per i tuoi colleghi, per la gente qualunque che ti vede piangere scendendo verso piazza vendome o urlare per strada contro un ciclista, per i tuoi parenti, per chi ci sarà dopo, per chi c’è stato prima.
e anche per le forze dell’ordine, che alla fine poi ho contattato per capire come fare una denuncia. a cui ho rinunciato.

4 Risposte to “ma non parlo di te, io parlo d’altro”

  1. Cazzo!!!

    (lo so, come commento si può scrivere molto di meglio ma è la prima cosa che ho pensato quando ho finito di leggere)

  2. dici?
    figurati che la prima cosa a cui penso quando ci penso è ancora “merda minchione molllaccione”.
    ;-)

  3. ti confermo che sì, ci sono donne che fanno paura agli uomini. un film horror visto a 10 anni crea meno incubi…

  4. io invece l’ho fatta, la denuncia, a suo tempo. la cosa durava da alcuni mesi, e lui era arrivato ad ascoltare la mia segreteria telefonica, cancellando i messaggi di lavoro. sapeva dov’ero e cosa stavo facendo, in qualunque momento. mi chiamava appena mettevo piede in casa e a volte si prendeva lo sfizio di farsi lunghe chiacchierate con i miei amici – che rispondevano al posto mio – dicondo loro quanto io fossi una fallita, una che non ha capito niente. naturalmente mi ha chiamato anche quando sono stata dai carabinieri, ridendo per questa mia decisione.
    i carabinieri, peraltro, mi hanno subito detto che, dopo averlo preso, non mi avrebbero detto niente, per paura della mia reazione (omicidio? tortura? sistematica distruzione della sua vita privata, sociale e professionale? non so, al momento avrei fatto anche tutte queste cose insieme). e, però, è finita solo quando ho cambiato casa.
    ma la paura non c’entra, credo. forse è più narcisismo, mania di onnipotenza, culto del potere, cose così. in altre parole, i malati sono loro.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: