1/1826

il mio primo giorno di governo berlusconi 3 comincia così: la sveglia suona e io la lascio suonare. poi gli operai iniziano a lavorare nell’appartamento di fianco (e li perdono solo perché è l’appartamento dove andrà a vivere laura) e io mi sveglio.
mi chiama uno che mi mette in crisi. esco con il cane, poi con la bici e vado in posta a fare il cambio di residenza (con 6 anni di ritardo): la tipa mi ha fatto prendere un appuntamento alle 9 per essere alle 9 e 5 ancora con il pc spento, per sedersi alla scrivania alle 9 e 9 e salutarmi alle 9 e 10, visto che ha preso il foglio, che ho compilato io, lo ha timbrato e basta.
pedalo verso la redazione e arrivo, litigo con tutte le mie colleghe, attacco le cuffie e decido che non ci sono. indago sulla scomparsa di una persona, prendo accordi con luca, smisto posta, parlo un’ora al telefono con uno che sta a barcellona e ci flirto assieme che barcellona è una meta quasi papabile, invento soluzioni, tolgo puntini di sospensione nella vita di una dozzina di ragazzine, guardo una trasmissione di maurizio costanzo e rabbrividisco. scrivo un post che è la fiera dei fraintendimenti (pure qui).
esco tardi, non me la sento di andare in palestra, mi fermo in un negozio brutto e compro dei pantaloni bianchi per una festa a cui molto probabilmente non andrò, torno a casa e trovo una lettera della telecom che mi avvisa che non ho pagato una bolletta e invece l’ho pagata – me lo ricordo bene – che ero in ritardo di un mese e li ho chiamati per dare gli estremi del pagamento, il cui cedolino ovviamente si è perso.
passo la sera a controllare in casa ma non lo trovo, ma trovo la dichiarazione dei redditi dell’anno scorso (che un mese fa era introvabile), le ricevute della rottamazione di imelda e di tabatah, alcune buste paga del 2002 e una decina di pagamenti per rinnovi dei numerosi domini a me intestati.
arrivano qua sopra in 24 ore 1700 contatti e non so perché: comprerò un ennesimo dominio e potrò mettere google analytics per conoscere i meii curiosi di riferimento.
mi si spezza un’unghia, mi si smaglia una calza. devo sistemare casa assolutamente perché è vergognosa, e mi vergogno a ospitare qualcuno per lo schifo che c’è. in casa e nella mia vita.
una giornata di merda, in breve, con un’unica soddisfazione: lui ha riaperto il blog. era ora.

Una Risposta to “1/1826”

  1. un po’ meno di merda, ma circa come me… e tu hai incontrato *solo* le colleghe con cui litigare; io ho quasi litigato con un cliente!!! :-|

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