in amicizia, eh

secondo me oswald ha vissuto il mio stesso dramma. io un po’ adesso lo capisco: quando te ne succedono una dietro l’altra, ovvio che poi ti vien voglia di uccidere un (ex quasi) presidente degli stati uniti.
insomma mi invitano (diciamo che mi faccio invitare) e io dico sissisisisisisiisiiii’. nel frattempo mi arrivano altri 4 inviti (e vai a capire con quale account iscrivermi), ma questo è niente.
unica certezza: parto con un eurostar alle 8 di mattina.
inizialmente dico “rientro in nottata”. poi a mia madre viene lo sconforto da cane abbandonato a casa e si propone di tenere isotta per una notte: bingo!
muovo la task force di “emergenza roma” e mi organizzo per dormire una notte a roma. quindi, chiamo, faccio, brigo, disfo, mi ansio, mi tranquillizzano, mi ammalo, guarisco, dormo, bevo, mangio (poco), mi confermano il pernotto: ok, andata. rientro venerdì in mattinata poi redazione, poi nel pomeriggio una cosa che se la racconto ridete, quindi non la racconto e restate tutti tristi. tié.
andata, ore 8, stazione centrale. ritorno, ore 8, roma termini. (nb. non per colpa mia tutto questo non mi vale nemmeno un punto sulla carta viaggio)
inizio a prepararmi spiritualmente a al gore, a alemanno, al caldo, al freddo, all’ambra jovinelli (che io amo), a tutta la gente che ci sarà, a roma, all’estate romana, a – mio dio! – che voglia di vedere tutti! alla settimana di ferie che trascorrerò sull’isola tiberina. leggo delle polemiche legate all’evento e me ne frego (entro già nell’ottica capitolina).
alé alé, sono già tutto un fruscichio, un’emozione, una piccola donnina con i boccoli e l’eyeliner steso alla perfezione. ho la febbre? chisenefrega. dovrò svegliermi presto? chisenefrega, sarò un gioiello, perché io vado a roma, perché io vedrò lei, lei, lui, lei, lui, lei, lei. al gore, che bello che sei, grazie mille.
nel frattempo chiacchiero via mail con uno di blogosfere davvero simpatico e voilà, ho anche il permesso di fare foto: già mi immagino io e il mio bagaglio gonfio di obiettivi, cose, calzini puliti, svariati slip e calzini, computer, cavi, che bello!
al gore ti amo. lo dico più per convincermi che per altro perché io lo so che sarà una cosa tutto tranne che rilassante, eh… sia chiaro, non sono mica scema. lo so che sarà stressantissimo, lascio il lavoro in sospeso, la redazione in ansia, ho una scadenza che già so che mancherò, la communty da seguire a distanza, stefano che non vedo da troppo (così troppo che si è pure fidanzato! e non con me!), mauro che forse mi darà le chiavi di casa (ma forse no). quindi io al gore ti amo, ma se la prossima volta per caso organizzi a milano è meglio eh. più comodo, eh. poi lui, lei, lei, lei, lui, lui, loro possono venire qui, eh… siamo ospitali anche noi, eh… ma insomma mi convinco. ok, va tutto bene, ti amo il giusto, non troppo non troppo poco, il giusto. ecco.
ecco: venerdì mattina sciopero dei treni. poi dici che non ti uccido, certo al gore che ti uccido. eccheccazzo.

3 Risposte to “in amicizia, eh”

  1. Ma i treni a lunga percorrenza, in particolare AV e ES tanto viaggiano lo stesso, saranno i treni dei pendolari a soffrire…

  2. sì, vabbè, ma dopo tutto ciò, la domanda sorge spontanea: ce vieni a roma oppure no?

  3. Ci si vede domani là. Mi offro da trespolo per le foto. :D

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