che poi dici vai in ferie…

giusto per dire.
nel ritorno in treno quasi quasi ci lasciavo le penne e vi dico solo che un medico per poco non ne chiamava un altro di urgenza perché “maaaa lei ha solo 42 battiti cardiaci”. “certo, sono bradicardica”. scandiamolo meglio “ma-lei-ha-so-lo-4-2-bat-ti-ti-car-dia-ci!!!”. “so-no-bra-di-car-di-ca, e in calo di zuccheri!”. scandiamolo meglio che non ho capito! “maaaaaa-lei-haaaaaaa-so-lo-4-2-baaaaat-ti-ti-caaaaaaaaar-dia-ci!!!”. “soooo-nooo-braaaaa-di-car-di-caaaaaaaa, brutto minchione, dammi dello zucchero e vedi che mi passa tutto”. e così, ho 42 battiti cardiaci, una bustina di zucchero in corpo, una brioche, e per il restante tempo del viaggio divento il polo d’attrazione di tutto l’eurostar. le mamme passano portando i bambini in pellegrinaggio: “la signora ha soooo-looooo-4-2-bum-bum-di-cuo-re al minuto”. e tu hai solo un so-lo-neuro-bum-bum-ne, stronza.
poi, torno in ufficio e riprendere il ritmo è un po’ difficile. ad esempio, dov’è il fastfood kasher? tiratelo fuori. la pioggia mi sconvolge di meno. molto di meno. tanto anche oggi ho le scarpe aperte, ma stavolta con la zeppa.
poi, domani devo fare la dichiarazione dei redditi e ho tutti i documenti, almeno, credo. ma non so a chi dare il 5 per mille. e non lo so proprio, ma proprio non lo so. davvero. voi a chi lo avete dato?
poi, domani sera ci sarebbe l’inaugurazione di una mostra in cui viene esposta una mia foto, e ci farò un salto.
poi, domani sera ci sono tutte ste donne che fanno una cosa tipo aperitivo cena all’impiedi (come i cavalli): io so solo che devo evitare tre o quattro persone, succhiare conoscenza da un certo cervello, fare amicizie nuove, e portare i biglietti da visita. nonché presentarmi al mio cavaliere. che non ho mai visto. e poi so anche che c’è un dress code, si dovrebbero avere i capelli a posto, essere truccate bene. io mi dico: ma se siete (quasi) tutte donne, che me frega? mi faccio una doccia e va bene così. tanto io sarò, con il bello o con il brutto tempo, comunque in bicicletta. voi davvero vi depilerete? tranquille, lo dico solo per invidia. del vostro tempo. e della vostra capacità d’organizzazione del tempo.
poi, sabato: piega che per favore duri almeno tre giorni, grazie. sempre sabato cena sociale con gente nuova. note to self: a mezzogiorno chiama mamma. assicurarsi che non sia affogata nella pioggia romana (thru vic).
poi, domenica: forse pranzo con mio padre. sistemare casa, e se riesco andare ikea.
poi, lunedì, matrimonio lella. e se riesco aperitivo di grazia.
poi, martedì, cena con c* e magari prima riunione al vertice per il mio nuovo passatempo cazzaro dell’estate.
poi, poi chiedo ancora una settimana di ferie.

3 Risposte to “che poi dici vai in ferie…”

  1. Una settimana forse non basta…

  2. il mio 5 per mille come sempre va ad Emergency

  3. Sticazzi :D

    Io comunque il 5×1000 l’ho dato all’AMREF

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