Archive for the milano in soggettiva Category

naso all’insù

Posted in milano in soggettiva, ruote sottili with tags , , , on 28 maggio 2008 by Auro

essere portata in giro per milano in moto mi piace sempre un sacco.
a parte il fatto che io sono imbranatissima a salire sulle moto, e mi faccio sempre male, e tento sempre di spaccare bauletti, o accessori vari, apprezzo moltissimo il fatto di non essere chiusa in una scatola di metallo, ma di non dover stare attenta agli automobilisti, alle precedenze, ai binari del tram e ai passanti.
cioè la figata della bici, ma senza la bici.
letta così, quindi, è una figata davvero.
ma solo a metà.

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24/1826, il giorno dei nerd

Posted in 1826 all'alba, jpod, milano in soggettiva with tags , , , on 10 maggio 2008 by Auro

i nerd non portano tutti gli occhiali spessi e brutti.
i nerd sono spesso amministratori di tutte le blogger.
i nerd hanno prestigio e mangiano focacce con fesa di tacchino.
i nerd sono allergici al polline ma se ne fottono.
i nerd hanno gli occhi belli, i jeans leggeri, le gonne lunghe o i pantaloni strappati.
i nerd che passano un sabato a milano al parco sempione per un camp sono i miei nerd preferiti.

stesse facce, stesse razze

Posted in candeggio, milano in soggettiva, partecipazione with tags , , , , on 1 maggio 2008 by Auro

sono andata alla mayday. stesse facce, stesse razze.
potrei pubblicare le foto dell’anno scorso e nessuno se ne accorgerebbe.

metropolitana, interno

Posted in milano in soggettiva with tags , , , , , , , on 10 aprile 2008 by Auro

alle due del pomeriggio la metropolitana sa di sudore, sporcizia, giornali gratuiti sparsi sul pavimento e rientro da scuola.
se viaggi in bicicletta o in orari quasi di ufficio non lo potrai mai sapere, non potrai mai sentire quel misto di muschio, muffa, vomito e speranze.
non potrai mai rivivere i tuoi anni di libri negli zaini pesanti e di brufoli, che trasportavi in tutto il loro fiorire fino al liceo del tuo morosino per aspettarlo all’uscita della sesta ora.
non potrai mai incontrare un ragazzo che osservi in modo educato ma insistente perché sta leggendo il libro che tu hai appena regalato a una tua amica.
non potrai mai sentirti fuori posto abbastanza. anche se hai l’orlo che cade, i piedi bagnati e ieri sera non ti sei struccata. e non saprai più se hai preso il treno per abbiategrasso o quello per cologno nord.

2015

Posted in milano in soggettiva with tags , , on 31 marzo 2008 by Auro

leggete qui. poi prendete voi la posizione che volete.
io ho deciso che pretenderò. tutto.

diamo alla turchia ciò che la turchia vuole

Posted in milano in soggettiva with tags , , , , on 31 marzo 2008 by Auro

pare che a parigi ci siano orde di turchi e di (figuranti) milanesi con fischietti, trombe, bande e cori da stadio per la proclamazione della città dell’expo 2015.
io non conosco un milanese che voglia l’expo a milano, non uno.
e ne conosco ben pochi che sappiano cos’è l’expo.

dimenticanze. inavvertitamente.

Posted in arcani maggiori, milano in soggettiva, ruote sottili with tags , , , , , , , on 20 marzo 2008 by Auro

pedalo come una forsennata in mezzo al traffico. pedalo come un’indemoniata, alterno i ritmi sui pedali. che nasty non ha le marce e quindi posso pure alternare ma senza molto risultato. mi alzo sui pedali lungo il pavé, evito le buche, le rotaie del tram, batto le mani mentre ascolto i scissor sisters.
torno a casa, isso la bici fino a camera mia, poi mi ricordo che tanto devo uscire ancora. iniziano le dimenticanze, perché stasera ho dimenticato di dire a marco una cosa importante, ho dimenticato il cellulare a casa, ho dimenticato i mezzi guanti e fa fresco.
e mentre faccio per la quarta volta di seguito (uno dei miei giochi ciclici preferiti) la rotonda di via canonica mi accorgo che non so dove portarti e così ci penso e mi dimentico poi di girare a destra e proseguo dritta per un chilometro. quando me ne accorgo, faccio inversione e ritorno verso casa di ale e ele. pavé binari pavé buca buca binari. tutta dritta, tutta dritta, tutta sui pedali. e penso che sia un po’ una penitenza perché non sono molto presente, molto presente a me stessa, molto. sono inavvertita.
poi mangio troppo e mi dimentico della dieta. e alla fine, riprendo la bici e torno a casa con molti pezzi in contromano e sento il peso della dinamo sulla ruota anteriore, che sta perdendo tono, il peso del cibo, dei pensieri e faccio una lista delle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto: quando esaurisco le dita delle mani e dei piedi per contarle, e inizio a tenere il loro ritmo con il ritmo dei pedali, smetto di farlo.
e arrivo a casa, stanca, confusa, sudata, sporca, felice, sazia, piena di sorrisi negli occhi, candele profumate, una casa bellissima, tante botte di pavé, tutti i semafori rossi, e mi accorgo di aver dimenticato da ale e da ele l’agenda.
ok, sono un disastro: che ce vò? un po’ di pazienza, ce vò.

i can’t explain, you would not understand.
this is not how i am.
i have become comfortably numb.