quelle canzoni che son treni su cui viaggiare

(per il titolo – e anche per mille altre cose che fanno bene a milano – grazie a i-v-a-n)

in occasione della chiusura di un altro carteggio, sicuramente ben più aulico, se ne è aperto un altro.
un consiglio, datevi una letta ai testi di guccini. soprattutto a quelli di “vedi cara” (VC), “incontro“, “eskimo“, “quattro stracci” (QS), “un altro giorno è andato“. e magari ascoltatevi qualche suo cd, fa sempre bene.

LaPupaChaSonno: una scettica entusiasta. 33 anni, milanese innamorata di roma. per soldi “fa cartoni animati” (cit.). per passione legge, fotografa, va in bici e ricama a punto e croce.
RicambiOriginali: un filosofo poco convinto. 32 anni, romano allergico a milano. per soldi scrive, legge e ricerca. per passione ama, legge, ricerca, va in bici e gioca a pallone.

per la tranquillità di parenti e amici, loro non hanno una tresca, ma hanno un sacco di tempo. e quando non lo hanno, lo trovano… più o meno.
e sono cresciuti – e ancora crescono – ascoltando la stessa musica. quasi la stessa musica, lui non ascolta tiziano ferro.

tutto ha inizio da un post di lei su LaPupaChaSonno.
sequel?
ma alla fine di vedi cara si lasciano o restano assieme?
posted on Thu, Sep 28 2006 4:55 PM by lapupachasonno on colonna sonora


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
[…] Ed e’ chiaro che alla fine di Vedi Cara si lasciano, e lei se ne va con i suoi quattro stracci (questo te lo metto anche come commento).


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
non è così chiaro.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
per me si. visto che lui (guccini) non chiarisce, io me la leggo come mi pare.
e l’amarezza e’ tanta. E poi quando finalmente lei se ne va con aria di superiorita’ (perche’ non capisce), lui le sputa il veleno incazzoso, sulla sua new age del cazzo e tutto il resto.


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
siamo d’accordo.
[…]
perché lui (guccini) non chiarisce e lei se ne va con i suoi also spracht ecc… ecc…
i versi sono contraddittori e lui ci marcia sopra.
la domanda e il dubbio sono leciti.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
e’ che prima lui era giovane e faceva molto il filosofo, un po’ tenebroso e ‘profondo’, oscuro. e lei non capiva. poi le ha parlato un po’ piu’ chiaro. lei ha continuato a non capire il suo materialismo ateo e alcolista, e se n’e’ andata, con i suoi incensi, lo yoga e tutto il resto. Un po’ lo capisco, lui ;)


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
ma lui prima amava tutto di lei anche lo yoga e le erbe. anche il fatto che lei non volesse un filosofo, ma un matematico, con la sua noia, la sua diversità da tutto il resto che la circondava.
e poi no. lo dice anche lui
lei è molto ma non abbastanza.
lei è tutto che è ancora poco.
ma lei ha già quello che vuole.
ma lui di tutto questo che ne sa?
è arrabbiato perché si sente perdente e dà a lei delle cose che non è detto che lei abbia.
in vedi cara chiede libertà, in quattro stracci dice che lui sa cos’è la libertà e che non vuole che sia lei a spiegarglielo.
è confuso. non è chiaro.
potenzialmente, se non stessimo a farci pugnette su una canzone, anzi su due che hanno 15 anni almeno di distanza e che quindi non possono essere consecutive e parlano di due donne diverse e su cui stiamo facendo letteratura che potrebbe essere pubblicata, tornerebbero assieme.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
Non tornerebbero mai assieme. Sarebbe una sconfitta per lei, una vittoria amara per lui. Tutte le citazioni a seguire dimostrano che una consequenzialità c’e’.
anche se ovviamente, la vera consenquenzialità di QS e’ con Eskimo. Vedi Cara è uno scazzo sintomatico intermedio.
Continueranno a stare insieme per un po’, ma poi la corda si rompe, le loro differenze appaiono insanabili, e all’ennesima infatuazione di lei per la nuova armonia da cercare tra corpo anima e universo, lui sbrocca, e va in osteria a cantare e bere. Lei nel frattempo fa la valigia, lui torna a casa e non la trova.
Nei mesi successivi, si sentono ancora per spiegarsi cosa fanno, lei si deve riprendere delle cose dentro casa, si devono dividere libri e dischi, lei gli dice che ora e’ molto contenta e “libera”. litigano, di brutto. Lui scrive la canzone, e la registra. Lei la userà nella causa di divorzio.
Non capisci quando cerco in una sera un mistero d’atmosfera che è difficile afferrare.

Quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà.

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato, che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora.

Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo, libertà!


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
sissi’, ma sono canzoni.
nella realtà, le coppie tornano assieme e se hanno un po’ di pelo sullo stomaco ci restano assieme e fanno figli. hanno degli amanti, trovano un equilibrio e festeggiano natale assieme.
è una delle realtà. non l’unica, grazie a dio, ma non per forza è una realtà da detestare.
talvolta è una realtà desiderabile.
[…]
rispetto alle tue citazioni non dimenticarti di questa:
“Ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre, e poi saran le ultime oramai…”

che è imho il punto focale della sua rabbia.
l’artista miscagato dalla donna che ama fa disastri. anche l’uomo non artista, ma figuriamoci l’artista egoico.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
ma quei due di natali ne hanno festeggiati tanti, da VC a QS.
(ricorda che già nel 1968 erano al portico dei servi, fiera di santa lucia).
sono stati insieme tanto.
E la voglia di normalità, di natali figli e case sistemate insieme, librerie comuni, la conosco. La desidero. Ma non la ottengo.
O forse semplicemente credo di desiderarla?
La morale e’ sempre quella: BOH!
(l’egotismo dell’artista incarognito dall’incomprensione l’avevamo già sottolineato….)


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
> ma quei due di natali ne hanno festeggiati tanti, da VC a QS.
> (ricorda che già nel 1968 erano al portico dei servi, fiera di santa lucia).
> sono stati insieme tanto.

nel mentre lui rimane folgorato dalle stoviglie color nostalgia e dal cuore di simboli pieno.
> E la voglia di normalità, di natali figli e case sistemate insieme, librerie
> comuni, la conosco. La desidero. Ma non la ottengo.
> O forse semplicemente credo di desiderarla?

ci si arrocca. il problema è quello. ed è più facile incolpare lo yoga e le erbe e l’altro del mancato raggiungimento del nostro desiderio.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
> nel mentre lui rimane folgorato dalle stoviglie color nostalgia e dal cuore di simboli pieno.
sì, ma sia chiaro che quella è un’altra, una vecchia amante di prima di lei di Eskimo, VC e QS.
>ci si arrocca. il problema è quello. ed è più facile incolpare lo yoga e le erbe e l’altro del mancato raggiungimento del nostro desiderio.
Beh, ci si arrocca, ma è molto più facile non arroccarsi e pensare che lo yoga l’erbe psiche e omeopatia facciano il miracolo.


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
> sì, ma sia chiaro che quella è un’altra, una vecchia amante di prima di lei di Eskimo, VC e QS.
appunto!
questo per dire che comunque succede sempre di provare amarezza per ciò che si è perso o lasciato andare (le porte, le cime, gli individui alfa, le occasioni,…) e forse è questo che talvolta porta a ignorare tutto questo fin dall’inizio.
> Beh, ci si arrocca, ma è molto più facile non arroccarsi e pensare che lo yoga l’erbe psiche e omeopatia facciano il miracolo.
ognuno ha le proprie facilitazioni


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
se non la smetti di ascoltare tiziano ferro non ti rispondo


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
sono solo tre mesi che lo ascolto….
ad averlo saputo prima….


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
Non è amarezza per cio’ che si e’ lasciato indietro. E’ lo stupore-fascino del tempo che passa, che ti fa guardare anche le scritte sui muri che prima non notavi, la foto. Rimani colpito dall’incontro con il tuo passato che ti cala davanti agli occhi come una lente. Ti racconti, e ti studi per capire cosa c’era all’epoca. Magari lo ritrovi pure, ma non è amarezza per averlo lasciato.
Quindi si ritorna al natale, ai parenti e alla casa.
Ma, per saltare verso un altro Big G, il problema è proprio la casa: dopo un po’, devi tornare a cercare la strada.


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Sep 29
se non fosse amarezza (la tristezza è miele e non impasta solo le rughe, suvvia!) non avrebbe scritto una canzone. e invece la canzone l’ha scritta.
e come al solito il cantore (non il Guccini, il cantore in quanto tale) ha anche un giudizio sulla vita di lei dopo lui: come in un libro scritto male.
quello che tu chiami filosofia a cui si può aggiungere il termine ombroso, fa sì che lui non possa esimersi dal farsi una bella sega mentale sul perché e sul percome.
e ne esce rinfrancato per la sua vita (di lei) che è scritta male e quindi dopo di lei solo la tundra, e lui invece riesce a metabolizzare la fotografia, le stoviglie, il tentativo di ritrovarsi (mi han detto che eri ancor via) e un appuntamento… ma non al ristorante, ma a casa di lei! dove lui costruisce con i pezzi di un passato e con quello che trova ora il puzzle di una storia che poteva e non è stata.
nella mia mente è sempre stata una cena buffa, con le sedie con sopra il cuscino legato allo schienale con i laccetti, la brocca trasparente dell’acqua e i bicchieri tondi e bassi per il vino.
lei con un maglioncino nero e la gonna sotto il ginocchio. forse le calze pesanti e le scarpe chiuse.
e lui che non sa dove appoggiare il cappotto.
ma lui comunque va a casa sua! perdiana!
non le offre una cena all’osteria. quelle stoviglie le vuole vedere.
vuole soffrire e poi crearsi un escamotage per tornare a casa e vederla più bella.
è una canzone d’amore, bellissima. e triste.
ma di un amore che non è più.
e se lui non si strugge per questo, allora è stronzo.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Sep 29
> se non fosse amarezza (la tristezza è miele e non impasta solo le rughe, suvvia!) non avrebbe scritto una canzone.
Ma la tristezza e’ per il tempo scivolato su noi due.
il libro scritto male è il marito di lei: per questo lei è così triste.
Non c’e’ niente di buffo: e’ tutto tristissimo, ma della dolcezza del miele. Ingiallito, polveroso (si, le calze spesse e la gonna sotto il ginocchio), lui non la invita all’osteria perche’ “non sta bene”, una vedova che esce con il vecchio amico in osteria, a bere. No, non si fa.
E l’amore, non ce lo vedo. Sono stati amanti, tanti anni fa. Il primo anno di università uscivano insieme per qualche tempo, facevano riunioni insieme, ma già allora lei non sopportava troppo lui brontolone e tipo da osteria. Ora lui non vuole vedere cio’ che poteva essere e non e’ stato: vuole solo cercare di tornare ad essere quello là, ma trova un tempo che e’ passato, e non tornerà. E non è un solo giorno che è andato, ma molto di più. Come sempre, lui è egotico e un po’ stronzo. ma ci piace per questo, no?


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Oct 2
> E l’amore, non ce lo vedo. Sono stati amanti, tanti anni fa. Il primo anno di università uscivano insieme per qualche tempo, facevano riunioni insieme, ma già allora lei non sopportava troppo lui brontolone e tipo da osteria.
> Ora lui non vuole vedere cio’ che poteva essere e non e’ stato: vuole solo cercare di tornare ad essere quello là, ma trova un tempo che e’ passato, e non tornerà. E non è un solo giorno che è andato, ma molto di più. Come sempre, lui è egotico e un po’ stronzo. ma ci piace per questo, no?

vabbé lei è la sua Silvia che forse lo ha anche preso in giro ai tempi perché lui non le metteva mai la mano sotto la gonna (cosa che la mamma di lei – rivoluzionaria me pur sempre di un’altra generazione alla don camillo – non avrebbe approvato) oppure perché aveva sempre l’eskimo indossato alla cazzo, con gli alamari scompagnati, e che poi invece – successivamente – ha sofferto, il libro scritto male.
e invece lui ha reagito portando con sé le galosce e il cappello per il sole. si è rimesso in gioco. anche se mette in dubbio il fatto che sia troppo tardi per farlo.
ma lei comunque non è quella di eskimo.
ma fra portarla fuori a cena (perché poi per forza un’osteria?) e andare a casa sua, cos’è più compromettente?


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Oct 2
Si son lasciati perche’ il fascino della politica li aveva messi insieme, ma poi mentre lui continuava a fare vita da scapestrato battendo a tutti le 100 lire per la partita al flipper e cantava, lei era una persona seria che si laureava e iniziava a lavorare, si trovava un marito, una famiglia. Insomma, finita la prima scintilla, lui per una strada, lei per l’altra.
E non sta bene perche’ la vedova non la si porta fuori a cena in un paesone come Bologna, ma una cena a casa, con pochi occhi indiscreti a guardare, si puo’ fare.
E poi non si puo’ esporre al pubblico i propri ricordi in quel modo. No, loro due non si rimettono in gioco, neanche lui pensa che possa rinascere una storia. E’ un modo di riguardare il proprio passato.
Anche se…mi sorge il dubbio che in realtà sia lui a coprire tutto di polvere e giallo: lei potrebbe in realtà essere triste per la morte del marito, ma e’ una donna indipendente e viva, con una sua america, dove lei è stata per molto tempo e da dove e’ tornata da poco, dopo la morte del marito (americano?).
Insomma, lei è “al suo livello”, non è beghina triste ma donna fatta con una vita vera, propria e interessante. E per questo si puo’ permettere di invitarlo a casa, senza tema di dicerie né star a guardare le sconvenienze.


from LaPupaChaSonno to RicambiOriginali – Oct 4
l’amore più facile da cantare è quello passato. che ormai abbiamo risolto, che riusciamo a vedere distaccati e su cui possiamo ricamare senza dolore, senza riaprire ferite.
e quindi cantiamo contorti e criptici un qualcosa che non è detto che sia un amore che ritorni, ma che bello se riusciamo a tenere sulla corda chi ci ascolta.
facendogli credere che… e invece… e poi… e infine… una canzone come un fotoromanzo.
dopo anni ci sarà ancora chi se la immagina la storia e ha visto i particolari.
il verde dell’eskimo.
il muro contro il quale fare l’amore di corsa e scomodo, eppure in modo così indelebile (che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o lì dove si può… che nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l’hi-fi)
le mani con cui cercavo di bloccarti, di trattenerti (non parlare non dire più niente se puoi, lascia farlo ai tuoi occhi alle mani)
le tendine a quadretti delle finestre dell’autogrill, che non sono del tutto coprenti, in modo che si possano vedere le macchine sfrecciare, l’orma del rosso delle luci di posizione nella notte.
un flickr con colonna sonora.
perché ci piace ascoltare queste canzoni se non perché ci permettono di vedere un film da spettatori e nello stesso tempo di esserne registi, ma senza investimento emotivo?
quanti ne conosci che hanno scritto e cantato così?
io ne conto 4 e sicuramente me ne dimentico qualcuno. ma impegnandoci li contiamo sulle nostre 4 mani, e forse avanzano un paio di mignoli e di anulari.


from RicambiOriginali to LaPupaChaSonno – Oct 4
> l’amore più facile da cantare è quello passato. che ormai abbiamo
risolto, che riusciamo a vedere distaccati e su cui possiamo ricamare senza dolore, senza riaprire ferite.

la cosa bella di VC e di Eskimo è che si tratta dell’amore in corso. QS, e’ la litigata che brucia.
> perché ci piace ascoltare queste canzoni se non perché ci permettono
di vedere un film da spettatori e nello stesso tempo di esserne registi, ma senza investimento emotivo?

l’investimento, c’e’: ed e’ l’aggiunta che gli do’, il dedicare mentalmente una canzone a una persona. Come il regista che fa un film dal libro. Riadattiamo. E c’e’ investimento. altrimenti rimarrebbero sterili, queste canzoni.
> quanti ne conosci che hanno scritto e cantato così? io ne conto 4 e sicuramente me ne dimentico qualcuno. ma impegnandoci li contiamo sulle nostre 4 mani, e forse avanzano un piao di mignoli e di anulari.
Con Dylan, io arrivo a 5, ma poi forse aggiungerei anche Caputo e Bragg. Tu aggiungeresti Tiziano Ferro ;)

(continua… ma per noi è solo un gioco. quindi – be careful – niente è scontato e niente è garantito.
per restare aggiornato, commentare, farci i complimenti, suggerirci nuovi ristoranti e libri da leggere, lascai un commento oppure scrivi qui.
proveremo a superare il trauma di eventuali insulti… promesso…)

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3 Risposte to “quelle canzoni che son treni su cui viaggiare”

  1. […] “quelle canzoni che son treni su cui viaggiare” […]

  2. Siete fantastici.

  3. […] “quelle canzoni che son treni su cui viaggiare” […]

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