Archivio per film

l’ottava arte

Posted in piccolo e grande schermo with tags , , , , on 20 marzo 2008 by Auro

il film che vorrei guardare per la prima o per l’ennesima volta sono così tanti che mi spavento.
da sola.

stupori

Posted in avec la jupe with tags , , , , , on 12 marzo 2008 by Auro

ho riavuto davanti a me un mattino di sole e di agosto quando io e v. siamo salite su una macchina di uno sconosciuto che ci ha portato – curva dopo curva – fino a calasetta.
nella sequenza dei frame ci sono il piede destro scalzo sulla frizione, la curva troppo ampia, le saline viste da lontano, un cartello giallo in inglese appeso alla recinzione, una città mai vista e poi un mare che non l’ho più visto così.
per due minuti non sono riuscita a schiodarmi dalla seggiola, cercando popcorn e bomboniera, incurante della coppietta affianco che si smanaccia, guardando il mio film, una visione privata di un film tondo, in una vita diventata quadrata.

zoolicker

Posted in piccolo e grande schermo with tags , , , on 2 gennaio 2008 by Auro

l’ho visto. e mi ha fatto parecchio tenerezza.
guardatelo.

come dentro a un film, un giorno

Posted in arcani maggiori, jasant de moi with tags , , , , on 22 novembre 2007 by Auro

metti che tu e lui siete proprio identici. fino al midollo. è quasi evidente, palese, scontato. a chiunque. avete le stesse storture, le stesse magagne. gli stessi pregi, che nascondete in una risata fragorosa (la sua) e in un sorriso un po’ perplesso (il tuo). un’intesa di cui ti hanno chiesto, e che tu hai sempre negato, ben oltre l’evidenza. ben oltre i regali sbirciati, gli imbarazzi, gli sms, le telefonate, le mail incrociate di amici che verificavano cosa stesse succedendo.
metti che vi siete riconosciuti all’istante e che avreste potuto cedere. ma dei due uno non l’ha fatto. e l’altro lo sa perfettamente perché è andata così. non ci sono scherzi o inganni, le cose si sanno, si gioca a carte scoperte. non che la cosa sia più semplice, ma le regole esistono.
ecco metti tutto questo. e metti che poi ne parlate, fin troppo, tanto che ti viene il vomito perché tu non sei più così, quell’angolo del tuo carattere lo hai smussato con il tempo: non ti interessa più parlare, sai che serve solo a riscaldare un piatto già bello che servito e se fa schifo, ormai fa schifo. e parlarci sopra a un’omelette troppo cotta o a una maionese impazzita o a un soufflé moscio non fa altro che amplificare l’errore commesso dal cuoco.
e metti che una sera sei in palestra sullo step e sudi: in quei 10 minuti di livello 6 ti ritrovi a rivedere il tutto e lo vedi scorrere come un film, togli i particolari, lasci i campi lunghi, elimini i dialoghi per eliminare le bugie, i marchingegni, le noiose regole (che esistono) che impongono strategie e ammiccamenti. lasci dei tanti un solo momento topico, in cui un vaso cade, un gancio del reggicalze fa fatica a aprirsi oppure un uomo corre dietro a un tram che però non lo aspetta oppure una donna dal parrucchiere lascia il suo ombrello brutto per prenderne uno nuovo.
la presa diretta è fatta da una bici, che sfreccia senza luci, senza drin drin, senza mai fermarsi, senza mai appoggiare il piede a terra.
il film che stai dirigendo dura poco più di 10 secondi: parte da dio e il finale non è scontato.
alla produzione lo hai detto chiaro e tondo, del resto, “non voglio la limo, non voglio i fiori, non voglio niente di tutto questo”.
e non te ne frega un cazzo se le regole di hollywood vogliono il lieto fine: le regole esistono.
per essere infrante.

come nel 1991

Posted in milano in soggettiva, ruote sottili with tags , , , , , on 29 ottobre 2007 by Auro

negli ultimi anni mi hanno portato in canna diverse volte, ma mai sul portapacchi posteriore.
era dal 1991 che non venivo portata in bici seduta sul portapacchi.
stanotte, costeggiando il parco lambro, mi sentivo in un film in bianco e nero girato in una periferia di parigi. e invece era solo milano.