Archivio per isotta

ovosodo – the lady is crap, 1

Posted in casa auro with tags , , , , on 29 aprile 2008 by Auro

oggi sono scesa con isotta. mentre scendevo la mia vicina vecchia e cagacazzo del primo piano era in ciabatte e smadonnava perché qualcuno aveva lasciato il portone aperto.
quelli del primo piano sono tutti un po’ strani: lei è vedova da qualche anno e suo marito era così stufo di avere una moglie rompicoglioni che passava le giornate seduto su una sedia di formica sul balconcino restaurato con marmo funebre; l’altro ha 90 anni, si continua a rompere le ossa cadendo dalle scale ma ogni mattina va a comprare il latte e ogni notte urla qualcosa alla tv ma non capisco mai bene cosa (nulla mi toglie l’idea che in realtà guardi film porno, ma vabbé); poi abbiamo la famiglia mista – lui italiano con un figlio, lei filippina, e poi giovanna la figlia del loro matrimonio – e lui mi guarda sempre il culo e lei mi chiama puttana (non scherzo). e poi c’è una famiglia numerosissima e parecchio caciarona.
insomma io scendevo con isotta, lei si lamenta, io saluto, auguro buongiorno e esco. torno e lei mi aspetta sulla porta “ha chiuso il portone?”. no, se è aperto a qualcuno servirà aperto, comunque esco ancora fra due minuti e lo chiudo.
la porta della famiglia numerosa si apre e i numerosi figli si mettono a giocare con isotta sul pianerottolo. la cagacazzo inizia a dire – con quel tono della voce indisponente e lamentoso che si ritrova – che con tutto quello che si sente dire in giro bisogna stare attenti, perché non è che tutti sono come me, che vado in giro, loro restano in casa e se poi entra un malintenzionato? e con tutti sti stranieri pericolosi e violenti, eh? eh? eh? eh? perché devo stare attenta io a portarmi a casa tutta sta gente, tutti sti uomini (peraltro visto che me la porto a casa solitamente sul tardi, la signora deve avere un registro delle entrate e delle uscite)… che poi se per colpa mia ci entra in casa uno straniero malintenzionato? non so un rumeno? un cinese? un sudamericano?
io la guardo e poi guardo la ragazzina che la sta guardando: è la quarta (e non ultima) figlia di una coppia di cileni che vive al primo piano da un anno. la guardo e penso, ma forse lo dico pure, “tranquilla, fra un po’ sta stronza muore”. recupero il cane, recupero le forze, faccio un piano di scale e apro la mia porta, radio popolare sta ancora vomitando le telefonate degli ascoltatori che dicono che la sinistra ha perso perché nessuno di loro si preoccupa della sicurezza, delle figlie che non possono uscire di casa, degli stranieri, degli scippi, delle vittime.
certo, delle vittime. perché è di vittime che si parla.

la mia vita è piena come un uovo

Posted in avec la jupe, casa auro with tags , , , , , on 22 marzo 2008 by Auro

stasera ho avuto ennesima conferma di una cosa fondamentale: la mia vita è come la mia casa. piena di cose, disordinata, con un po’ di polvere sotto i tappeti però se mi serve qualcosa la trovo.
con la parete rossa, le foto, i quadri, il letto grande ma spesso vuoto, isotta e le sue cucce, il sale e il pepe, il piano gas sporco e le spazzole dentro al barattolo in bagno.
la mia vita è così e mi hanno dimostrato che potrebbe essere peggio, almeno dal mio punto di vista.

osservatorio sul mio mondo, 1

Posted in avec la jupe, isobau with tags , , , on 14 marzo 2008 by Auro

poche cose mi fanno ridere come le facce che la gente fa quando isotta applaude.

routine, in crescendo

Posted in avec la jupe with tags , , , , , , , on 25 gennaio 2008 by Auro

sveglia presto. ho i capelli in aria.
appuntamento con l’assicuratore sotto l’ago. arriva con venti minuti di ritardo.
quando mi chiede davanti a un caffè – che grazie a dio paga lui – quanto voglio di massimale per l’invalidità permanente, capisco che la giornata marcherà male.
ufficio: mail, twitter, gmail, gtalk, community, community, bloglines. ok, sì anche msn.
arriva mail di d. inaspettata. rispondo, chiedendomi poi perché farlo.
arriva mail di a. la apro temendo che mi proponga un caffé. grazie a dio non lo fa.
arriva mail di l. che mi chiede una roba per il we. “sono al mare, cazzi tuoi”. arriva mail di l. incazzato.
lavoro di routine, poche riunioni, un sacco di cazzi buffi tecnici che non so come controllare.
caffé alla macchinetta. acqua naturale, prima bottiglia.
vale e fra ordinano da mangiare alle 11 e un quarto. io sto per vomitare.
lavoro di routine. poi qualche cosa un po’ creativa, tipo delle risposte a degli utenti un po’ gnucchi.
pausa pranzo, si mangia a ric.
rientro, lavoro di routine.
marghe mi inoltra una mail che mi fa allargare il sorriso.
vale mi dice che domani aspetta il televisore. io dico che domani deve aspettare me. note to self: ricordarsi di mettere in valigia il biglietto.
con fede mi accordo per chiamare sua mamma per le bomboniere.
inizia il dibattito al senato. radio in streaming.
sono al secondo caffé alla macchinetta e alla quarta bottiglietta d’acqua naturale.
continua il dibattito, io e brodo ci divertiamo con twitter, poi arriva anche nik. ognuno parla in tempo reale con il suo streaming radio che è ovviamente diverso per ciascuno: una volta che questo aspetto verrà risolto twitter sarà un media politico di rispetto.
alle cinque e mezzo noto che il cielo si sta scurendo, ma non è già buio come una settimana fa.
finisco la routine. aspetto la risposta di prodi.
poi esco. metropolitana, merciaio che ho bisogno del cotone rosso. palestra. con cinque meravigliosi giorni di ritardo mi è venuto il ciclo.
ma per fortuna c’è giacomo giacomo giacomo: sono di pessimo umore e se ne accorge. quel ragazzo si merita tutto il suo stipendio perché coccola noi carampane come nessun o riuscirebbe mai, e non deve nemmeno cercare il punto g.
sono nella sala tv quando finisce il quiz di gerry scotti. la sala si svuota. sigla e titoli del tg5: stanno votando. è chiaro come va a finire. non gliene frega a nessuno, a nessuno. sono tutti lì con i loro ipod, le loro magliette rosa, i manubri e gli step. non gliene frega un cazzo. dopo una giornata passata a dire cose con gente che seguiva la seduta del senato minuto per minuto mi accorgo che a questi qui non gliene frega un cazzo. la vita di domani non è là fuori, è qui dentro. e con qui intendo la rete. il resto prendetevelo voi. io arranco fino alla fine. poi casa.
piscio isotta, telefonata mamma: aggiornamento cani e gatto, medici e dentisti. le dico di fare in modo che mia sorella a giugno non voti mastella, le dico di andare su a parigi e di controllare.
poi cena veloce, attacco il mac: mail, twitter, gmail, adium, community, community, bloglines. msn col cazzo.
poi vlc: studio60 s01e21. trovo vanz online: gli dico che se mi muoiono tutti faccio una strage. prendo coraggio: studio60 s01e22. a voi non spoilero nulla.
adesso valigia e doccia.
finirà prima o poi.

auro risponde alle domande dei suoi lettori, 27

Posted in i lettori si interrogano, isobau with tags , , , , , on 20 gennaio 2008 by Auro

Ciao Pupa, ho voglia di tacchinarti come faccio?
Stallone77

una sola regola facile facile: cerca di metterti in testa che per piacere a me, devi piacere al mio cane. e che devi recitare molto bene la parte di quello che lo adora.
ti sta sul cazzo? è un problema tuo.
vuoi dormire con me? va bene, ma o dormi da me, con le differenti scomodità di una casa un po’ fredda e con un soppalco scomodo, o dormiamo da te. in tre.
mi vuoi portare via per un weekend? sincerati del fatto che si possa portare anche la iso o che io la possa lasciare dai miei.
Potresti essere l’uomo dei miei sogni, ma ricordati che verrai sempre dopo lei.

dentro al panettone

Posted in casa auro, famiglia a carico, libera veramente with tags , , , , , , , on 25 dicembre 2007 by Auro

c’è lo schifo per la copertina del time.
c’è la quiete di aver cotto il bollito per oggi a pranzo.
c’è una splendida trasmissione sui rom trasmessa da radiopopolare (che non fa più fuori di cella speciale natale e un po’ mi spiace). e di cui esiste il podcast.
c’è un libro iniziato, l’asciugamano in testa a forma di turbante, isotta che zampetta e la casa da sistemare prima che arrivino mamma e papà, a cui non ditelo a nessuno, ho fatto per la prima volta il regalo di natale.
per la prima volta dai tempi dei posaceneri di das.

e ti attacchi alla vita che hai

Posted in arcani maggiori, isobau with tags , , , , , on 19 dicembre 2007 by Auro

che poi isotta in realtà era rimasta in macchina perché a te a matteo faceva comodo fare il bravo pastore solo quando poteva farmi sentire una merda per il modo in cui io amo il mio cane, e quindi lei non era potuta venire con noi perché lui aveva deciso che era meglio che isotta restasse in macchina.
e io ero scesa per farle fare un giro prima di tornare a milano e, mentre lei pisciava in un angolo, avevo pensato – appunto – quella cosa.
mi ero attaccata alla vita che avevo. poi ho smesso e ho iniziato a viverla, la vita.