Archivio per mamma

altro che dottor bollore

Posted in candeggio, famiglia a carico with tags , , , , on 6 aprile 2008 by Auro

mia madre è andata a fare una visita medica presso una struttura pubblica.
entra nella stanza del medico, l’accoglie l’infermiera e poi entra il medico. “piacere, sono roberto”. mia madre è una 65enne giovanile e per qualche verso anche molto piacente, frenata dalla timidezza e da altre cose, però non si può dire che sia una bomba sexy. resta quindi piuttosto perplessa e colpita dal fatto che un medico di 50 anni piacente si presenti così.
insomma, roberto la visita, le dice cose poi alla fine la manda a prendere un altro appuntamento per un esame di approfondimento: roberto firma un foglio con il referto “questo lo tenga e lo porti al prossimo appuntamento”, poi firma un foglio “con questo prenda l’appuntamento per l’esame”, li mette in mano a mia mamma e la saluta.
mia madre va in accettazione, prende il bigliettino con il numero, si siede e legge schopenhauer, aspettando il suo turno. il suo turno arriva. va allo sportello e la ragazza dietro al vetro le dice “l’appuntamento sempre con il dottor stronzo?”.
mia madre è sorda, ne ho già parlato, le piglia il senso di inadeguatezza e quindi, come fa spesso con me, dice di sì a prescindere, convinta di aver capito male.
la ragazza le dà un altro foglio con scritta la data dell’esame e del successivo appuntamento con roberto: 22 aprile 2008, ore 9,30, stanza 134, dottor roberto stronzo.
a quel punto mia madre, che per un’oretta era stata ringalluzzita dalla primavera e dall’intraprendenza del medico, capisce che può essere un problema presentarsi a una paziente dicendo “piacere, dottor stronzo” e quindi che è preferibile sembrare un po’ piacione, chiama mio padre e dice “la solita minestra stasera, vero?” e torna a casa.
(ovviamente lui non si chiama roberto, non si chiama stronzo, ma vi assicuro l’effetto con i nomi veri non cambia)

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ricchezza

Posted in arcani maggiori, famiglia a carico with tags , , , on 1 febbraio 2008 by Auro

mamma auro “beh, il fidanzato ce l’hai, no?”
auro “mamma, no. da quasi tre anni”
mamma auro “e cosa aspetti?”
auro “uno ricco”
mamma auro “ricco non basta, eh…”
auro “ricco di spirito e di vita, mamma”
mamma auro “ah ecco”

routine, in crescendo

Posted in avec la jupe with tags , , , , , , , on 25 gennaio 2008 by Auro

sveglia presto. ho i capelli in aria.
appuntamento con l’assicuratore sotto l’ago. arriva con venti minuti di ritardo.
quando mi chiede davanti a un caffè – che grazie a dio paga lui – quanto voglio di massimale per l’invalidità permanente, capisco che la giornata marcherà male.
ufficio: mail, twitter, gmail, gtalk, community, community, bloglines. ok, sì anche msn.
arriva mail di d. inaspettata. rispondo, chiedendomi poi perché farlo.
arriva mail di a. la apro temendo che mi proponga un caffé. grazie a dio non lo fa.
arriva mail di l. che mi chiede una roba per il we. “sono al mare, cazzi tuoi”. arriva mail di l. incazzato.
lavoro di routine, poche riunioni, un sacco di cazzi buffi tecnici che non so come controllare.
caffé alla macchinetta. acqua naturale, prima bottiglia.
vale e fra ordinano da mangiare alle 11 e un quarto. io sto per vomitare.
lavoro di routine. poi qualche cosa un po’ creativa, tipo delle risposte a degli utenti un po’ gnucchi.
pausa pranzo, si mangia a ric.
rientro, lavoro di routine.
marghe mi inoltra una mail che mi fa allargare il sorriso.
vale mi dice che domani aspetta il televisore. io dico che domani deve aspettare me. note to self: ricordarsi di mettere in valigia il biglietto.
con fede mi accordo per chiamare sua mamma per le bomboniere.
inizia il dibattito al senato. radio in streaming.
sono al secondo caffé alla macchinetta e alla quarta bottiglietta d’acqua naturale.
continua il dibattito, io e brodo ci divertiamo con twitter, poi arriva anche nik. ognuno parla in tempo reale con il suo streaming radio che è ovviamente diverso per ciascuno: una volta che questo aspetto verrà risolto twitter sarà un media politico di rispetto.
alle cinque e mezzo noto che il cielo si sta scurendo, ma non è già buio come una settimana fa.
finisco la routine. aspetto la risposta di prodi.
poi esco. metropolitana, merciaio che ho bisogno del cotone rosso. palestra. con cinque meravigliosi giorni di ritardo mi è venuto il ciclo.
ma per fortuna c’è giacomo giacomo giacomo: sono di pessimo umore e se ne accorge. quel ragazzo si merita tutto il suo stipendio perché coccola noi carampane come nessun o riuscirebbe mai, e non deve nemmeno cercare il punto g.
sono nella sala tv quando finisce il quiz di gerry scotti. la sala si svuota. sigla e titoli del tg5: stanno votando. è chiaro come va a finire. non gliene frega a nessuno, a nessuno. sono tutti lì con i loro ipod, le loro magliette rosa, i manubri e gli step. non gliene frega un cazzo. dopo una giornata passata a dire cose con gente che seguiva la seduta del senato minuto per minuto mi accorgo che a questi qui non gliene frega un cazzo. la vita di domani non è là fuori, è qui dentro. e con qui intendo la rete. il resto prendetevelo voi. io arranco fino alla fine. poi casa.
piscio isotta, telefonata mamma: aggiornamento cani e gatto, medici e dentisti. le dico di fare in modo che mia sorella a giugno non voti mastella, le dico di andare su a parigi e di controllare.
poi cena veloce, attacco il mac: mail, twitter, gmail, adium, community, community, bloglines. msn col cazzo.
poi vlc: studio60 s01e21. trovo vanz online: gli dico che se mi muoiono tutti faccio una strage. prendo coraggio: studio60 s01e22. a voi non spoilero nulla.
adesso valigia e doccia.
finirà prima o poi.

genova per noi, con sentiti ringraziamenti

Posted in partecipazione with tags , , , , , , , , , on 18 novembre 2007 by Auro

beh, grazie.
grazie a chi c’era, perché è stato bellissimo.
è stata la prima vera manifestazione in cui non ci sia stato nemmeno un pulotto a vista (a un certo punto sì, ma erano in dieci e molto distanti). e non è successo nulla di nulla, non una vetrina spaccata, non una macchina urtata, che io abbia visto, nemmeno una tag (almeno io non ho visto nessuno farne).
ce n’era bisogno. c’era bisogno di calma e di silenzio. non è stata una manifestazione urlata, anzi. è stata una manifestazione onesta. fino alle quattro c’era poco e nessuno che i treni da milano non sono arrivati in orario (noi eravamo con i pullman di rifo che sono una macchina perfetta di organizzazione, grazie rifo), poi mentre il corteo avanzava lento lungo il porto vecchio, c’è stata l’invasione dei milanesi e all’uscita del sottopasso era tutto dannatamente enorme, vivo e bellissimo.
grazie a chi è venuto con me perché mi ci ha trascinato.
grazie a chi mi ha regalato il suo panino mortazza e formaggino (la maionese sarà per la prossima volta) e ha allisciato il mio picco mensile di sociopatia.
grazie a chi mi ha invitato sotto il palco, a chi mi ha scritto messaggi per sapere come andava (tutto bene, tutto calmo, c’è il sole, si sta da dio).
grazie a genova che è bellissima, grazie al bellini. grazie a don gallo che ha ripetuto 7 volte le stesse cose (comprese i vaffanculo, gli stronzi e gli improperi).
grazie al trentenne dell’autogrill, che manco poco gli lasciavo il mio numero di cellulare.
grazie ai romani che ci hanno insegnato un nuovo coro: rispettiamo solo i pompieri. e mi hanno fatto parecchio ridere.
grazie ai porchettari di pavia in trasferta.
e grazie alla mia mamma (che mi ha fatto così funky).
(forse una ferita oggi non dico che si è rimarginata ma almeno ha smesso di sanguinare)

tradizioni

Posted in famiglia a carico with tags , , , , on 12 novembre 2007 by Auro

ieri sono andata da mia madre a pranzo e ho visto che sulla libreria c’era il grippaudo.
immagino che la casa editrice le spedisca a casa un biglietto di riconoscenza in quanto unica fedele acquirente del libretto giallo.

la famiglia bizzarra pranza assieme

Posted in famiglia a carico with tags , , , , , , on 7 ottobre 2007 by Auro

mia madre: “tua figlia deve dirti una cosa…”
mio padre: “ti sposi?”
madre: “se si sposasse mi sarei preoccupata di meno…”
padre: “sei incinta?”
madre: “anche questo mi darebbe meno ansia”
padre: “e quindi?”
auro tira fuori la lingua.
padre: “ah brava, ma la prossima volta sposati che è meglio”

istinto materno

Posted in famiglia a carico with tags , , , on 6 ottobre 2007 by Auro

certe volte la mamme capiscono. senza spiegazioni.
soprattutto non sanno ancora che ti sei bucata la lingua e che ti è piaciuto da matti.