Archivio per metropolitana

metropolitana, interno

Posted in milano in soggettiva with tags , , , , , , , on 10 aprile 2008 by Auro

alle due del pomeriggio la metropolitana sa di sudore, sporcizia, giornali gratuiti sparsi sul pavimento e rientro da scuola.
se viaggi in bicicletta o in orari quasi di ufficio non lo potrai mai sapere, non potrai mai sentire quel misto di muschio, muffa, vomito e speranze.
non potrai mai rivivere i tuoi anni di libri negli zaini pesanti e di brufoli, che trasportavi in tutto il loro fiorire fino al liceo del tuo morosino per aspettarlo all’uscita della sesta ora.
non potrai mai incontrare un ragazzo che osservi in modo educato ma insistente perché sta leggendo il libro che tu hai appena regalato a una tua amica.
non potrai mai sentirti fuori posto abbastanza. anche se hai l’orlo che cade, i piedi bagnati e ieri sera non ti sei struccata. e non saprai più se hai preso il treno per abbiategrasso o quello per cologno nord.

metropolitana di notte

Posted in jasant de moi with tags , , , , on 28 marzo 2008 by Auro

lei urla come un’ossessa. batte i piedi, lo chiama bastardo, lo urla bastardo. cammina avanti e indietro, strappa fogli di giornale. “devi andartene, vai via, scendi” gli urla.
lui la guarda, piange perché non ha alcuna voglia di andarsene.
io, io li guardo dall’altra parte della carrozza, piango perché… perché non lo so.

milano, forza 9

Posted in arcani maggiori, avec la jupe, casa auro, scritti corsari with tags , , , , , , , , , on 31 gennaio 2008 by Auro

stamattina esco presto, caracollo fino a un hotel di lusso, mi infilo in una stanza e ascolto ascolto ascolto. poi mi danno un passaggio in macchina fino all’ago, e si riparte.
esco di corsa, una fermata di metro in meno, incontro i miei genitori, abbiamo una roba medica da fare, tutto va bene.
mentre siamo lì che parliamo mi ritrovo in piedi affianco a mio padre seduto e io gli metto la mano sulla spalle, un abbraccio non stretto.
gli sento il batticuore. se non fosse mio padre potrei dire di averlo fatto innamorare.
poi a piedi fino a casa, pasticceria e poi subito fuori, metropolitana, intanto leggo, ascolto musica, mi preoccupo dei conti, della metratura, delle pratiche burocratiche, delle omonimie, penso penso penso.
mentre sono lì appesa a un apposito sostegno mi dico che non ho preso il numero della prenotazione del radiobus.
scendo dalla metropolitana, citofono, salgo: prendo una gomitata contro uno spigolo, mi infervoro per una cazzata (che lo so che è una cazzata, ma io sono una cagacazzo), e poi incredibilmente c’è un istante preciso in cui mi appoggio allo stipite della porta e mi rilasso.
io mi rilasso. forse se fossi a casa potrei anche collassare sul divano, qui mi rilasso e basta. però sento la schiena cedere e potrei accoccolarmi ovunque, serena. mi rilasso come non succedeva da tempo.
poi si mangia. non ricordo altra occasione in cui io abbia mangiato a tavola con due uomini senza aver cucinato. si chiacchiera e scopro lavori impensabili, scoprono che io non bevo vino e ovviamente questo presta il fianco a numerose considerazioni, si chiacchiera. e la torta ai frutti di bosco non è per niente male.
si fa una certa, io ho il radiobus, saluto di fretta. scendo, mando un sms a franz, aspetto, è in ritardo. in fondo l’orologio di loreto segna le 00.05. ho 3 minuti per prendere l’ultima metropolitana, chiamo il radiobus e mi chiedono il numero della prenotazione, non lo so, se non lo so, non mi possono aiutare.
corro in metropolitana, la prendo al volo, a pagano per caso mi accorgo che è diretta a molino dorino e non a bisceglie. scendo. aspetto, cambio, prendo, faccio.
nel frattempo finisco un libro. ascolto fango fino a scoppiare pensando a chi è andato alla festa stasera.
torno a casa, piscio isotta, scrivo due mail di lavoro: una la mando, l’altra la rileggo domani mattina.
mi lavo i denti e mi accorgo che non ho nemmeno lavato i piatti a casa dei miei gentili ospiti. io sogno una poltrona in cucina, io lavo i piatti e qualcuno mi fa compagnia raccontandomi cose, ridendo, ascoltando musica, stando bene.
lo sogno, forse sta per diventare realtà.
stop. mi fermo. buona notte.

non riuscire a tacere

Posted in scritti corsari with tags , , , , , on 5 gennaio 2008 by Auro

talvolta mi capita di attaccare bottone in metropolitana con gente che sta leggendo. non è che lo faccia sempre con fare da tacchinaggio (ok, talvolta sì), ma mi capita.
stasera uno ha attaccato bottone con me, quando ha visto che stavo leggendo uno degli ultimi libri editi per la collana vertigo (che poi è quella che ha pubblicato islampunk, che tanto è piaciuto a me e a mio figlio).
insomma, lui mi dice che il libro è proprio bello, che è un po’ come american psycho.
e io gli dico, mah, sì, boh, cioè non lo so. “guarda in tutta onestà lo trovo davvero brutto”. poi ci penso e aggiungo “lei è giovane e si sente, american psycho è nettamente migliore, regge di più, questo fa acqua da tutte le parti… è proprio orribile, però insomma può migliorare, cioè è brava eh… ma è così giovane…”. poi ci penso un po’ di più e dico “è scritto per diventare una produzione televisiva, manco cinematografica, televisiva proprio… una fiction con fiorellino e la grimaudo”. poi ho un lampo di genio e dico: “beh, poi magari che ne so, magari l’autrice la conosci…”.
“è la mia migliore amica”: sono scesa a quella dopo, 4 fermate prima di quella giusta.
e sono arrivata al frank con 5 minuti di ritardo.

da segnare sul calendario

Posted in avec la jupe, milano in soggettiva with tags , , , , , on 4 gennaio 2008 by Auro

ti guardano tutti. e tu non sai bene come gestire la cosa, non hai la minima idea di cosa fare ma sai che qualcosa lo devi fare. e quindi lo fai, ma lo fai in fretta e non riesci manco a fare quel che devi fare.
è che ti sorprende, perché è tutto nuovo, che sai che succede, che ad altri è già successo, ma a te mai. e prima durante dopo sembra che tutti te lo leggano in faccia: è la sua prima volta.
poi ci pensi e sorridendo ti dici: manco fosse la mia prima scopata.
è solo che per la prima volta hai ricevuto una telefonata sul cellulare mentre eri in metropolitana a milano.

milano fa paura?

Posted in milano in soggettiva with tags , , , , , on 7 dicembre 2007 by Auro

boh, non lo so.
ma non credo che essere stata aggredita all’uscita di una fermata della metropolitana stasera cambierà molto le mie abitudini di spostamento in città. anche se tornando a casa in taxi pensavo a cosa avrei dovuto fare non fossi stata letteralmente impietrita dalla situazione, e mi davo della cretina. ma poi alla fine me la sono cavata benissimo: il portafoglio è ancora lì, il mio culo è stato un po’ palpeggiato, forse mi ha messo una mano in faccia. ho urlato come un’isterica. forse gli ho tirato un calcio in faccia, mentre ruzzolavamo dalle scale. la cosa deve essere durata tipo 10 secondi.
però non credo che smetterò di prendere la metropolitana fino a rovereto alle dieci di sera. credo di no. però diciamo che una giornata iniziata bene è finita un po’ di merda, ma è stata salvata alla grande da lei.
e che un po’ mi spiace che non ci sia isotta a casa, stasera. avrei dormito volentieri con lei sul divano stanotte.
boh, non lo so. magari sto post lo cancello, eh.

lavori in corso

Posted in milano in soggettiva with tags , , , , , on 29 ottobre 2007 by Auro

da oggi e per i prossimi 4 anni, viale zara e fulvio testi impazziranno di lavori per la nuova linea metropolitana. dio, quanto non mi manca la brianza.