Archivio per roma

41/1826, il giorno del dio fatti il culo (a cui non credere mai)

Posted in polis bergères with tags , , , , on 27 maggio 2008 by Auro

beh, poi ci sono le piccole soddisfazioni, mentre alla sapienza si massacrano.

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resistencia!

Posted in ruote sottili with tags , , , , , on 27 maggio 2008 by Auro


sabato io sarò a sansiro, con un gatto e un cane in casa.
voi invece sarete a roma, e chi non ci sarà sa già cosa si perde. e se ci soffre, fa bene.

38/1826, il giorno della corona di bisanzio

Posted in 1826 all'alba, famiglia a carico with tags , , , , on 24 maggio 2008 by Auro

mamma auro “ieri hanno festeggiato un matrimonio bizantino in ara coeli”
auro “e come fai a saperlo?”
“c’ero!”
“ti hanno invitata?”
“no, sono entrata per vedere la chiesa”
“e come fai a sapere che era bizantino?”
“si sono lamentati per 20 minuti e lo sposo aveva la coroncina”

sottili differenze

Posted in fra la garbatella e la tiburtina with tags , , on 23 maggio 2008 by Auro

la differenza fra milano e roma è che a milano le auto blu si fermano ai semafori.

crocicchi di suole consunte

Posted in a forza di essere vento, avec la jupe with tags , , , , , , , on 19 maggio 2008 by Auro

oggi avevo bisogno di camminare. ho incontrato un amico giornalista e poi sono andata un po’ in giro per roma, autisticamente come mi accade spesso nelle città che conosco. fabio dice che vivo in modo abitudinario: vero. alla fine fine faccio sempre i soliti giri, vedo sempre i soliti posti, faccio la spesa sempre nello stesso super, alla fine faccio amicizia anche con i commessi di feltrinelli e con i camerieri di pascucci.
visto che non avevo niente da fare di preciso ma solo molta voglia di camminare, ho scelto la via più smaccatamente sfidante: ho fatto il giro delle istituzioni. palazzo madama, montecitorio, viminale, campidoglio, piazza farnese, quirinale. non in questo ordine, passando per via dei serpenti, santa maria maggiore, piazza esedra, termini e via dei maroniti.
ho camminato e un po’ ho pianto. perché è giusto che sia così, io quando mollo gli ormeggi, mollo il controllo e mi sento respirare pure l’alluce valgo, poi piango. perché solo se piango riesco a fare respirare pure i lobi delle orecchie. e con loro il centro del mio mondo.
mi sono fermata a quasi ogni angolo, per scrivere lettere d’amore, lettere di scuse, appunti strani, richieste di affetto e di attenzione, pensieri porci e sessuosi, citazioni, buoni propositi, twit di inchiostro. ho una moleskine così gonfia di parole che fra un po’ mi va in iperventilazione.
ho mangiato riso cinese camminando, incespicando con le bacchette e macchiandomi con la salsa di soia. ho ascoltato 4 ore di musica e ho cantato ad alta voce, mentre accarezzavo vestiti, biancheria intima e copertine di libri.
ho vissuto fuori dal mio corpo per dieci minuti da mel bookstore. ho guardato con faccia insipida la farmacista che in cambio di 6 euro e 11 mi ha dato un (pessimo) collirio monodose senza acido jaluronico. mi sono rifiutata di darle il mio tesserino sanitario.
ho sempre più presente a me stessa il fatto che non voglio avere una televisione in casa.
ho mandato un paio di sms che aspettavano da mesi. ho pensato con cupidigia inaspettata e non concessa a lui, e con un po’ di sana ma affrontabile amarezza a lui.
ho camminato davvero a lungo: davanti alla sede della provincia, ho preso una storta, mi sono messa seduta su uno scalino e ho rovesciato sul mio piede la bottiglietta di acqua lilia appena comprata, tanto avevo chiesto acqua naturale fuori dal frigo e il tipo del bar mi aveva dato quella frizzante, ghiacciata.
sono giunta alla conclusione che capisci dove c’è “potere” a roma dal numero di crocicchi di gente che si formano intorno al portone. un sacco davanti a montecitorio, un sacchissimo davanti a palazzo madama, infiniti davanti al segretariato generale della presidenza del consiglio.
ho zoppicato un po’ e, tornando verso casa, ho notato che davanti a palazzo grazioli non c’è mai nessun crocicchio di persone.

5000 metri

Posted in fra la garbatella e la tiburtina with tags , , , , , , , on 18 maggio 2008 by Auro

i sampietrini bagnati. il carico a coppe. lo zainetto. la pioggia rompipalle e sottile. la ressa. la fitta. la mancata colazione. le chiacchiere.
cinque chilometri. palazzo della fao, circo massimo, bocca delle verità, teatro di marcello, campidoglio, vittoriano, i fori, colosseo, salitella, caracalla. cinque chilometri.
di mattina. di domenica.
passo continuo, un po’ lento, ma continuo. sarei andata avanti altri 5 chilometri. il fiato c’era, la gamba pure. è stato bellissimo. ma è stato soprattutto un risultato insperato.

32/1826, il giorno del silenzio assordante

Posted in 1826 all'alba, avec la jupe with tags , , , , , on 18 maggio 2008 by Auro

ho aspettato a uscire quando mancavano 20 minuti. ibra aveva segnato e la roma non aveva più lo scudetto che per un tempo e mezzo le era stato cucito sul petto.
ho camminato nel ghetto e poi sull’isola tiberina facendo foto, godendo della mancanza della gente. in qualche via si sentivano voci amiche raccontare il rimasuglio di campionato che correva lungo gli inter/stizi dei sampietrini.
pol, poi il silenzio più assordante che io abbia mai sentito: il silenzio di una città che si lecca la ferita di una sconfitta inattesa per una sfida ancor più inattesa.
non uno sberleffo, non un clacson laziale. nulla. solo un gigantesco e frastornante silenzio. dignitoso, e orgoglioso. con calma poi si esce di casa: aperitivo in campo dei fiori, gitarelle oziose da pasquino, qualche compera su via del corso.
mentre luca mi diceva che alla fine della partita in duomo c’erano 50 persone ma tempo di arrivare in rai a corso sempione c’erano già i caroselli. e il braciola mi dice che ho perso l’occasione di vivere un’emozione grandissima. che, non lo so? ho pure tifato giallorosso.