Archivio per medico

che poi dici vai in ferie…

Posted in avec la jupe, candeggio, jasant de moi with tags , , , , , , , , , on 22 maggio 2008 by Auro

giusto per dire.
nel ritorno in treno quasi quasi ci lasciavo le penne e vi dico solo che un medico per poco non ne chiamava un altro di urgenza perché “maaaa lei ha solo 42 battiti cardiaci”. “certo, sono bradicardica”. scandiamolo meglio “ma-lei-ha-so-lo-4-2-bat-ti-ti-car-dia-ci!!!”. “so-no-bra-di-car-di-ca, e in calo di zuccheri!”. scandiamolo meglio che non ho capito! “maaaaaa-lei-haaaaaaa-so-lo-4-2-baaaaat-ti-ti-caaaaaaaaar-dia-ci!!!”. “soooo-nooo-braaaaa-di-car-di-caaaaaaaa, brutto minchione, dammi dello zucchero e vedi che mi passa tutto”. e così, ho 42 battiti cardiaci, una bustina di zucchero in corpo, una brioche, e per il restante tempo del viaggio divento il polo d’attrazione di tutto l’eurostar. le mamme passano portando i bambini in pellegrinaggio: “la signora ha soooo-looooo-4-2-bum-bum-di-cuo-re al minuto”. e tu hai solo un so-lo-neuro-bum-bum-ne, stronza.
poi, torno in ufficio e riprendere il ritmo è un po’ difficile. ad esempio, dov’è il fastfood kasher? tiratelo fuori. la pioggia mi sconvolge di meno. molto di meno. tanto anche oggi ho le scarpe aperte, ma stavolta con la zeppa.
poi, domani devo fare la dichiarazione dei redditi e ho tutti i documenti, almeno, credo. ma non so a chi dare il 5 per mille. e non lo so proprio, ma proprio non lo so. davvero. voi a chi lo avete dato?
poi, domani sera ci sarebbe l’inaugurazione di una mostra in cui viene esposta una mia foto, e ci farò un salto.
poi, domani sera ci sono tutte ste donne che fanno una cosa tipo aperitivo cena all’impiedi (come i cavalli): io so solo che devo evitare tre o quattro persone, succhiare conoscenza da un certo cervello, fare amicizie nuove, e portare i biglietti da visita. nonché presentarmi al mio cavaliere. che non ho mai visto. e poi so anche che c’è un dress code, si dovrebbero avere i capelli a posto, essere truccate bene. io mi dico: ma se siete (quasi) tutte donne, che me frega? mi faccio una doccia e va bene così. tanto io sarò, con il bello o con il brutto tempo, comunque in bicicletta. voi davvero vi depilerete? tranquille, lo dico solo per invidia. del vostro tempo. e della vostra capacità d’organizzazione del tempo.
poi, sabato: piega che per favore duri almeno tre giorni, grazie. sempre sabato cena sociale con gente nuova. note to self: a mezzogiorno chiama mamma. assicurarsi che non sia affogata nella pioggia romana (thru vic).
poi, domenica: forse pranzo con mio padre. sistemare casa, e se riesco andare ikea.
poi, lunedì, matrimonio lella. e se riesco aperitivo di grazia.
poi, martedì, cena con c* e magari prima riunione al vertice per il mio nuovo passatempo cazzaro dell’estate.
poi, poi chiedo ancora una settimana di ferie.

questione di febbre

Posted in avec la jupe with tags , , , , , on 5 maggio 2008 by Auro

iniziamo con il dire che io non ho mai la febbre. insomma è raro.
quindi se io il 3 maggio con 30 gradi all’ombra mi ritrovo con la febbre inizio a pormi domande, tipo:
– come si cura la febbre?
– quanta febbre è grave? ok, 37 e 1 no, ma 37 e 6?
– devo sudare? ma quanto sudare?
– devo dormire? ma quanto dormire?
– la febbre è più alta di notte o di giorno?
no perché io a mezzogiorno avevo 37,6 poi stasera (dopo un’aspirina e 6 ore di nanna sotto un pile che puzza di castoro marcio, al momento) 37,1 poi adesso, dopo 5 ore che non chiudo occhio manco se mi sparano, un’aspirina e ore di lavoro noioso (sapete che sulle guide turistiche non c’è l’indirizzo del mio b+b preferito di parigi? e manco del ristorante del brasato…), ho 37,5. insomma mi preoccupo? che faccio? domani vado dal medico?
che palle.

altro che dottor bollore

Posted in candeggio, famiglia a carico with tags , , , , on 6 aprile 2008 by Auro

mia madre è andata a fare una visita medica presso una struttura pubblica.
entra nella stanza del medico, l’accoglie l’infermiera e poi entra il medico. “piacere, sono roberto”. mia madre è una 65enne giovanile e per qualche verso anche molto piacente, frenata dalla timidezza e da altre cose, però non si può dire che sia una bomba sexy. resta quindi piuttosto perplessa e colpita dal fatto che un medico di 50 anni piacente si presenti così.
insomma, roberto la visita, le dice cose poi alla fine la manda a prendere un altro appuntamento per un esame di approfondimento: roberto firma un foglio con il referto “questo lo tenga e lo porti al prossimo appuntamento”, poi firma un foglio “con questo prenda l’appuntamento per l’esame”, li mette in mano a mia mamma e la saluta.
mia madre va in accettazione, prende il bigliettino con il numero, si siede e legge schopenhauer, aspettando il suo turno. il suo turno arriva. va allo sportello e la ragazza dietro al vetro le dice “l’appuntamento sempre con il dottor stronzo?”.
mia madre è sorda, ne ho già parlato, le piglia il senso di inadeguatezza e quindi, come fa spesso con me, dice di sì a prescindere, convinta di aver capito male.
la ragazza le dà un altro foglio con scritta la data dell’esame e del successivo appuntamento con roberto: 22 aprile 2008, ore 9,30, stanza 134, dottor roberto stronzo.
a quel punto mia madre, che per un’oretta era stata ringalluzzita dalla primavera e dall’intraprendenza del medico, capisce che può essere un problema presentarsi a una paziente dicendo “piacere, dottor stronzo” e quindi che è preferibile sembrare un po’ piacione, chiama mio padre e dice “la solita minestra stasera, vero?” e torna a casa.
(ovviamente lui non si chiama roberto, non si chiama stronzo, ma vi assicuro l’effetto con i nomi veri non cambia)