Archivio per pedalare

dimenticanze. inavvertitamente.

Posted in arcani maggiori, milano in soggettiva, ruote sottili with tags , , , , , , , on 20 marzo 2008 by Auro

pedalo come una forsennata in mezzo al traffico. pedalo come un’indemoniata, alterno i ritmi sui pedali. che nasty non ha le marce e quindi posso pure alternare ma senza molto risultato. mi alzo sui pedali lungo il pavé, evito le buche, le rotaie del tram, batto le mani mentre ascolto i scissor sisters.
torno a casa, isso la bici fino a camera mia, poi mi ricordo che tanto devo uscire ancora. iniziano le dimenticanze, perché stasera ho dimenticato di dire a marco una cosa importante, ho dimenticato il cellulare a casa, ho dimenticato i mezzi guanti e fa fresco.
e mentre faccio per la quarta volta di seguito (uno dei miei giochi ciclici preferiti) la rotonda di via canonica mi accorgo che non so dove portarti e così ci penso e mi dimentico poi di girare a destra e proseguo dritta per un chilometro. quando me ne accorgo, faccio inversione e ritorno verso casa di ale e ele. pavé binari pavé buca buca binari. tutta dritta, tutta dritta, tutta sui pedali. e penso che sia un po’ una penitenza perché non sono molto presente, molto presente a me stessa, molto. sono inavvertita.
poi mangio troppo e mi dimentico della dieta. e alla fine, riprendo la bici e torno a casa con molti pezzi in contromano e sento il peso della dinamo sulla ruota anteriore, che sta perdendo tono, il peso del cibo, dei pensieri e faccio una lista delle cose che avrei potuto fare e che non ho fatto: quando esaurisco le dita delle mani e dei piedi per contarle, e inizio a tenere il loro ritmo con il ritmo dei pedali, smetto di farlo.
e arrivo a casa, stanca, confusa, sudata, sporca, felice, sazia, piena di sorrisi negli occhi, candele profumate, una casa bellissima, tante botte di pavé, tutti i semafori rossi, e mi accorgo di aver dimenticato da ale e da ele l’agenda.
ok, sono un disastro: che ce vò? un po’ di pazienza, ce vò.

i can’t explain, you would not understand.
this is not how i am.
i have become comfortably numb.

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con le ali ai piedi

Posted in milano in soggettiva, ruote sottili with tags , , , , on 26 febbraio 2008 by Auro

pedalare è l’istinto innato dell’uomo, è la scienza perfetta, farlo a milano di notte con il fresco, con un chilo di pollo alle mandorle sullo stomaco, con delle domande che girano in testa, ma nessuna voglia di risposta, è la scienza perfetta più perfetta.
è ritrovare il fiato, la voglia, la passione, la follia. tutto insieme.

le 7 soddisfazioni più soddisfazioni dell’anno

Posted in a forza di essere vento, arcani maggiori, avec la jupe, dillo con la lingua, ruote sottili, scatti e lampi, scritti corsari, vista (l)ago with tags , , , , , , , on 31 dicembre 2007 by Auro

1. il matrimonio di claudia e medhi, esserci stata e aver pianto
2. una canzone con un mio testo
3. fare una foto ed essere felice così
4. un lavoro che mi diverte e un sacco di libri
5. la prima volta che ho visto il villoresi
6. aver fatto il piercing alla lingua
7. aver detto chiaramente come stavano le cose
(in ordine casuale)

guidare una macchina for dummies

Posted in ruote sottili with tags , , , , , , , , , on 4 dicembre 2007 by Auro

la strada non è tua. fattene una ragione. il fatto che tu stia dentro una scatola di ferro con le ruote, non significa che puoi: telefonare, leggere il giornale, litigare con tua moglie o tuo marito, farti (fare) una sega o accettare lusinghe che vanno sotto il nome di “sesso orale”.
tu sei in mezzo alla strada e sei inserito in un sistema dinamico, in cui convivi con macchine, pedoni, motociclisti, ciclisti. quindi, occhi aperti e un minimo di buon senso.
(se proprio ti serve più motivazione e sei cattolico, sappi che hanno pensato anche a questo)

questione frecce. esiste una levetta dietro il volante che si chiama freccia. secondo il codice della strada (art. 154) tu dovresti segnalare con la freccia ogni tuo spostamento, ora non pretendo questo, ma se sei al semaforo e devi svoltare, porca la pedivella, vedi di sfruttare il neurone in un momento di buona e di mettere quella merda di freccia.
questione clacson. tu hai idea dell’effetto che fa a un ciclista (che ha già il suo bel da fare a districarsi fra macchine, motorelli e pavé) sentirsi un colpo di clacson alle spalle? no, che non ce l’hai. te lo assicuro. se mi vuoi superare, hai spazio? supera. non hai abbastanza spazio? cazzi tuoi. se suoni il clacson, io – mentre mi passa l’ansia apoplettica – mi metto in mezzo alla corsia e voglio vedere come mi superi, deficiente.
questione rotonde. tu non puoi nemmeno azzardarti a pensare di tagliare una rotonda. le rotonde non si tagliano. hai sbagliato perché sei al centro e devi uscire alla prossima a destra? cazzi tuoi. fatti un giro di giostra e pensaci un po’ prima.
questione portiere. francesca è stata travolta da una portiera aperta mentre lei passava in bici. si è fatta 6 mesi di busto, 8 mesi di fisioterapia, le hanno riconosciuto un’invalidità semi permanente e l’assicurazione le ha pagato 30mila euro. pensa a francesca ogni volta che apri la portiera e di’ “attenzione a francesca” ogni volta che lo fa un tuo passeggero.
questione “fare il pelo alle macchine”. se sei in fila è inutile che stai appiccicato alle macchine parcheggiate. fra la fila e le macchine parcheggiate una bici ci passa, se tu sei un coglione che vuoi fare la fila, il problema è tuo. non è del ciclista. quindi vedi di schiodarti dagli specchietti degli altri.
questione precedenza. dare la precedenza, significa darla a tutti. non solo alle macchine. quindi se devi dare la precedenza, la devi dare anche al ciclista.
questione “invidia del mezzo”. certo, io posso andare per brevi tratti contromano, tagliare i semafori, stare in surplace aspettando il verde, mostrare il culo alle telecamere della ZTL. è inutile che fai lo sborone e ti incazzi. vuoi anche te questi privilegi? pedala.
questione parcheggio in curva. se sei deficiente non è colpa mia. se ti trovi con un graffio sulla carrozzeria ci penserai due volte la prossima volta.
questione passi carrai. e ti ho detto tutto.
questione scivoli ai semafori per disabili. e ti ho detto tutto, e ti dico pure stronzo.

sempre più nyc

Posted in avec la jupe with tags , , , , , , , , on 16 novembre 2007 by Auro

non solo nel parlare imito i toni dei personaggi delle serie tv, ma ho iniziato a girare per la città con un tumbler di caffé caldo, vengo a lavoro in gonna corta e con la bici, canticchio in falsetto e cancello i log di chat di tempo fa.